E adesso stanno avendo il coraggio, come era
nelle nostre previsioni lungimiranti di almeno
una decina di anni fa, di toglierti, per ragioni
di ordine pubblico, pure il piacere e la facoltà
di indossare orgogliosamente la sciarpa con i
colori e i simboli della tua squadra del cuore,
oggetto 'cult' del tifoso di calcio. E'
accaduto, la settimana scorsa, a Catania, dove
il Parma sarà
impegnato domenica prossima. La Questura locale,
in concomitanza con la sistemazione dei tornelli
per disciplinare l'ingresso allo stadio 'Massimino',
ha diffuso un decalogo per i sostenitori della
squadra catanese e per quelli ospiti da
rispettare alla lettera. L'ordinanza consiglia
di varcare i cancelli dell'impianto sportivo
siciliano in anticipo per agevolare i controlli,
di non portare ombrelli, passamontagna, cinture
con grosse fibbie e, addirittura, la carissima e
fedele sciarpa, uno degli articoli più semplici
per organizzare spontanee e genuine coreografie.
Una disposizione, questa delle forze dell'ordine
di Catania, che va in contraddizione con un
passo della medesima ordinanza della Questura,
quella che conclude l'elenco delle regole
diramato sette giorni fa: "Solo un tifo
acceso e appassionato ma corretto può costituire
valido ed efficace sostegno per a squadra
rossazzurra". Ma come si fa a realizzare
organizzare un incitamento fervido ed entusiasta
senza uno dei suoi strumenti base? Al questore
di Catania e al Ministero degli Interni l'ardua
risposta.