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Continua
l'inchiesta del giornale locale 'L'Informazione', sulla
proposta, avanzata da alcuni consiglieri di circoscrizione del Quartiere
Cittadella, di rimuovere il nostro glorioso
stadio 'Ennio Tardini'
dal centro
cittadino. Nell'edizione di ieri del quotidiano si è dato spazio alla
voce di chi nella zona è titolare di attività commerciali. Il giudizio
dei commercianti sull'idea di trasferire in periferia l'impianto
sportivo di piazzale Risorgimento è stato, come è logico, completamente
negativo, in quanto per molti di loro, senza il 'Tardini' e la nutrita
flotta dei tifosi Crociati, il giro d'affari diminuirebbe sensibilmente.
Gli operatori del commercio, ammettendo che in alcune occasioni si
verificano situazioni di disagio dovute all'arrivo di tifoserie ospiti
numerose con frange di teppisti al seguito, hanno, però, svolto
le stesse
considerazioni che abbiamo compiuto noi di Settore Crociato la scorsa
settimana occupandoci del problema: "... Basterebbe che le forze
dell'ordine si organizzassero meglio nel loro servizio e i problemi
verrebbero ridotti drasticamente, se non cancellati. La colpa non è solo
dei tifosi, ma anche dell'organizzazione dell'ordine pubblico. Basti
pensare che spesso Polizia e Carabinieri fanno transitare gli autobus
delle tifoserie ospiti davanti al bar dove sono soliti ritrovarsi i
ragazzi della Curva Nord prima e dopo la
partita. Sembra quasi una provocazione fatta apposta...". I
commercianti della zona, dunque, come noi, dicono no a un abbattimento
dello storico 'Ennio Tardini'. "Se tolgono lo stadio da qui
- hanno osservato - è finito il bello di Parma, che è proprio lo
stadio cittadino". L'inchiesta de 'L'Informazione' è
proseguita interpellando pure il Parma Calcio
sull'eventualità della costruzione di un nuovo campo da gioco. In
mancanza di un direttore generale (a Carlo Maria Berruti non si capisce
che fine gli abbiano fatto fare) e di un presidente (Enrico
Bondi sappiamo tutti quanto è disponibile a comunicare),la società
Crociata ha formulato il proprio parere tramite Piero Bosso,
responsabile della sicurezza del 'Tardini' e 'bodyguard' di
fiducia
dell'amministratore delegato della Parmalat, il quale si è limitato a
puntualizzare: "Il Parma ha solo in concessione questa struttura, non
ne è il proprietario, che è il Comune. Spetterà all'ente municipale
pensare a un eventuale trasloco del 'Tardini'". Una risposta che si
pone in antitesi con il pensiero espresso la scorsa settimana, proprio
dalle pagine de 'L'Informazione', dall'assessore alle Attività
Sportive Arturo Balestrieri,
il quale, pur riconoscendo qualche fastidio da parte dei residenti per
la presenza dello stadio nel Quartiere Cittadella, non è molto dell'idea
di uno smantellamento del patrimonio cittadino rappresentato dal
'Tardini' e aveva precisato: "Il Comune, ora come ora, non avrebbe
neppure le potenzialità per sobbarcarsi un impegno così gravoso. Ormai
gli stadi e il loro sviluppo sono business per le società di calcio, che
ne diventano sempre più proprietarie e gestrici con contratti a
lunghissimo periodo, praticamente a vita, e con
investimenti propri importanti". Intanto, sulla questione, che ci
sta molto a cuore, il nostro gruppo, Settore
Crociato, ha deciso di muoversi all'interno del Quartiere Cittadella
per confrontarsi con la popolazione che vi risiede e con gli
amministratori circoscrizionali che, ciclicamente, ripropongono l'idea
di uno smantellamento del 'Tardini'.
IL
'TARDINI' NON SI TOCCA!!!
Notizia del 19 Ottobre 2006
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