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Guido Angiolini, da questa mattina,
non è più presidente e consigliere del Parma Fc. Come diamo notizia
nella nostra agenzia di stampa 'Ranuccio
Farnese', lo ha comunicato ufficialmente il consiglio
d'amministrazione della società, attraverso il sito internet
www.fcparma.com. La carica
principale del 'club' verrà assunta dal presidente e amministratore
delegato della Parmalat, Enrico Bondi, mentre come nuovo consigliere è
stato cooptato Luigi Nardi, un personaggio che, dalle primissime
ricerche che abbiamo effettuato, sembra legato alla famiglia Ligresti e
al mondo della finanza che vi gira attorno. La notizia delle dimissioni
di Angiolini era stata ventilata, secondo indiscrezioni, già la scorsa
settimana. Il diretto interessato l'aveva subito smentita, ma
balbettando sottovoce e con battute ermetiche, come è nel suo stile.
Oggi, nella tarda mattinata, l'ufficializzazione. Le riflessioni e le
interpretazioni a caldo che si possono compiere sui nuovi scenari che si
aprono per il sodalizio Crociato sono molteplici. Tutte hanno una
propria logica. Potrebbe essere una decisione che prelude a una breve
fase di transizione in vista di un imminente cambio di proprietà atteso
da tempo. Potrebbe essere la conferma che l'industria alimentare di Collecchio voglia rimanere proprietaria del
Parma Calcio. Potrebbe essere soltanto il naturale esito di un lungo
contrasto che dalla primavera scorsa era in atto tra Angiolini e Bondi.
Potrebbe essere, usando obbligatoriamente sempre il condizionale perchè
qui nessuno ci capisce più nulla. Avviene, come in un copione già visto,
tutto e il contrario di tutto. Tre cose sono certe, purtroppo. Prima, il
Parma Calcio, a livello dirigenziale, continua ad avere turbolenze e
instabilità, nonostante negli ultimi mesi si fosse raggiunto,
finalmente, un equilibrio importante e sereno. Seconda, se ne va Guido
Angiolini che, malgrado fosse inesperto e incompetente del mondo del
pallone, comunque si era calato nella sua nuova veste completamente, da
mattina a sera, cercando di creare un ambiente famigliare, disteso,
rilassato, fiducioso, nitido, basato su rapporti interpersonali nello
spogliatoio di Collecchio e negli uffici di piazzale Risorgimento
genuini e sinceri, battendosi addirittura, insieme allo sponsor tecnico
Erreà, per il ripristino delle tre storiche Maglie Crociate e per il
legame della squadra con il territorio, seguendola, nel corso
dell'estate, in panchina, ovunque, dalla cittadina termale di
Salsomaggiore alle montagne di Berceto.
Terza, ritorna al timone Enrico Bondi, il quale, nel breve tempo in cui si era occupato del Parma
Calcio, appena dopo il crac Parmalat e appena prima dell'avvento di
Angiolini, aveva ammesso la propria incompetenza e il proprio
disinteresse in materia, dovendosi occupare principalmente della casa
madre che produce latte e affini, capendo l'esigenza di individuare una
figura di riferimento forte, o comunque stabile, all'interno del 'club',
per i giocatori, i tecnici, i dipendenti, ma soprattutto per la
tifoseria Crociata e la città. Si è passati così dal direttore generale
Alberto Peroglio Longhin al presidente Guido Angiolini. Erano loro due
le boe, i fari, a cui guardare e a cui rivolgersi come interlocutori
ufficiali, scelti dallo stesso Enrico Bondi. Sebbene non avessero il 'background'
opportuno, in poco tempo, con umiltà e dedizione, se lo erano creato.
Ora ritorna il fantasma di Bondi. Aspettiamo batta più colpi di quanti
finora abbia fatto, a proposito di Parma Calcio, in questi tre anni. Ci
vuole davvero poco, in quanto, non solo di effetti e fragori, ma
soltanto di presenza fisica, che nel mondo del calcio è fondamentale, da
parte sua non se ne mai avuto traccia e sentore.
Notizia del 11 Ottobre 2006
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