Stagione 2006/2007

 

Dopo le dimissioni di Guido Angiolini
SE CI SEI BATTI UN COLPO...
  Lo spettro Enrico Bondi torna al timone del Parma Calcio

Guido Angiolini, da questa mattina, non è più presidente e consigliere del Parma Fc. Come diamo notizia nella nostra agenzia di stampa 'Ranuccio Farnese', lo ha comunicato ufficialmente il consiglio d'amministrazione della società, attraverso il sito internet www.fcparma.com. La carica principale del 'club' verrà assunta dal presidente e amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, mentre come nuovo consigliere è stato cooptato Luigi Nardi, un personaggio che, dalle primissime ricerche che abbiamo effettuato, sembra legato alla famiglia Ligresti e al mondo della finanza che vi gira attorno. La notizia delle dimissioni di Angiolini era stata ventilata, secondo indiscrezioni, già la scorsa settimana. Il diretto interessato l'aveva subito smentita, ma balbettando sottovoce e con battute ermetiche, come è nel suo stile. Oggi, nella tarda mattinata, l'ufficializzazione. Le riflessioni e le interpretazioni a caldo che si possono compiere sui nuovi scenari che si aprono per il sodalizio Crociato sono molteplici. Tutte hanno una propria logica. Potrebbe essere una decisione che prelude a una breve fase di transizione in vista di un imminente cambio di proprietà atteso da tempo. Potrebbe essere la conferma che l'industria alimentare di Collecchio voglia rimanere proprietaria del Parma Calcio. Potrebbe essere soltanto il naturale esito di un lungo contrasto che dalla primavera scorsa era in atto tra Angiolini e Bondi. Potrebbe essere, usando obbligatoriamente sempre il condizionale perchè qui nessuno ci capisce più nulla. Avviene, come in un copione già visto, tutto e il contrario di tutto. Tre cose sono certe, purtroppo. Prima, il Parma Calcio, a livello dirigenziale, continua ad avere turbolenze e instabilità, nonostante negli ultimi mesi si fosse raggiunto, finalmente, un equilibrio importante e sereno. Seconda, se ne va Guido Angiolini che, malgrado fosse inesperto e incompetente del mondo del pallone, comunque si era calato nella sua nuova veste completamente, da mattina a sera, cercando di creare un ambiente famigliare, disteso, rilassato, fiducioso, nitido, basato su rapporti interpersonali nello spogliatoio di Collecchio e negli uffici di piazzale Risorgimento genuini e sinceri, battendosi addirittura, insieme allo sponsor tecnico Erreà, per il ripristino delle tre storiche Maglie Crociate e per il legame della squadra con il territorio, seguendola, nel corso dell'estate, in panchina, ovunque, dalla cittadina termale di Salsomaggiore alle montagne di Berceto. Terza, ritorna al timone Enrico Bondi, il quale, nel breve tempo in cui si era occupato del Parma Calcio, appena dopo il crac Parmalat e appena prima dell'avvento di Angiolini, aveva ammesso la propria incompetenza e il proprio disinteresse in materia, dovendosi occupare principalmente della casa madre che produce latte e affini, capendo l'esigenza di individuare una figura di riferimento forte, o comunque stabile, all'interno del 'club', per i giocatori, i tecnici, i dipendenti, ma soprattutto per la tifoseria Crociata e la città. Si è passati così dal direttore generale Alberto Peroglio Longhin al presidente Guido Angiolini. Erano loro due le boe, i fari, a cui guardare e a cui rivolgersi come interlocutori ufficiali, scelti dallo stesso Enrico Bondi. Sebbene non avessero il 'background' opportuno, in poco tempo, con umiltà e dedizione, se lo erano creato. Ora ritorna il fantasma di Bondi. Aspettiamo batta più colpi di quanti finora abbia fatto, a proposito di Parma Calcio, in questi tre anni. Ci vuole davvero poco, in quanto, non solo di effetti e fragori, ma soltanto di presenza fisica, che nel mondo del calcio è fondamentale, da parte sua non se ne mai avuto traccia e sentore.

Notizia del 11 Ottobre 2006

 

 

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