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Hanno preso il via oggi a Casalecchio di Reno (Bologna) i Mondiali Antirazzisti,
organizzati da Progetto
Ultrà, il laboratorio e archivio storico del tifo con cui
Settore Crociato ha collaborato,
e Istituto Istoreco. Si
tratta di una manifestazione che segnaliamo (www.mondialiantirazzisti.org)
perché, per come concepiamo noi il mondo dello sport in generale
e del calcio in particolare, vale la pena di conoscere a
distanza, informandosi, leggendo e documentandosi, o
addirittura, per chi ha voglia e tempo, di frequentare
direttamente (chiude i battenti domenica quindici luglio).
L'ossatura dell'evento, ormai ben rodata, vanta un programma ricco di attività
sportive e culturali all'insegna della lotta contro ogni forma
di discriminazione.
Le squadre iscritte al torneo di calcio sono 204 e provengono da
ogni parte del mondo: comunità di migranti, associazioni
sportive e antirazziste, gruppi di tifosi in rappresentanza di
40 nazioni. Il palinsesto di questi cinque giorni é ricco anche di
altri appuntamenti: un torneo di basket, uno di pallavolo e uno
di cricket, oltre a concerti serali e incontri
quotidiani con dibattiti, mostre, proiezioni di video e altre
attività. I significati dei confronti sono attuali. Solo in
Italia, per esempio, in quest'ultimo periodo si é dovuto fare i
conti con una legge Amato-Melandri e, soprattutto, con una
determinazione
dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive del Ministero
dell'Interno, repressive per la cultura
popolare del tifo, e, a livello civile, con la legge Bossi-Fini e
con la proposta Amato-Ferrero contro l'immigrazione. I Mondiali
Antirazzisti sono possibili grazie alle sponsorizzazioni e ai
patrocini di diverse realtà produttive e istituzionali. Una di
queste, fino all'anno scorso, era il
Ministero per le Attività
Sportive e le Politiche Giovanili. Da questa edizione, per
precisa scelta degli organizzatori, non più. "Abbiamo
rifiutato il contributo, anche interessante, di questo
Ministero, per far comprendere al suo titolare, il ministro
Giovanna Melandri, che a parole sembra abbia capito l'assurdità
di decisioni come quella dell'Osservatorio che vanno contro il
tifo popolare negli stadi italiani, che é ora - spiega Carlo
Balestri, responsabile di Progetto Ultrà - che si assuma, in
merito, in vista della prossima e ormai imminente stagione
agonistica, una precisa responsabilità pubblica ufficiale al
fine di favorire l'uso dei tradizionali strumenti del tifo
italiano". Un bel segnale, da condividere, da parte di
Progetto Ultrà.
Notizia del 11 Luglio 2007
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