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"L'organismo (l'Osservatorio
nazionale sulle manifestazioni sportive) ha condiviso
l'opportunità che la fissazione delle date e dell'orario delle
competizioni sportive sia svincolata dall'automatismo legato
agli indici di rischio e venga riservato alla sfera di
competenza delle istituzioni sportive organizzatrici (le
Leghe)... Restano impregiudicate le specifiche valutazioni
formulate dall'Osservatorio e le autonome potestà delle Autorità
provinciali di Pubblica Sicurezza (prefetti e questori)...". E'
il testo del comunicato sulla conferenza stampa con cui, giovedì
scorso,
Ministero dell'Interno e Lega Calcio hanno annunciato come
dalla prossima stagione agonistica, la 2007/2008, gli orari
delle partite di campionato, ossia anticipi e posticipi, saranno
decisi, come avveniva fino a qualche mese fa, direttamente
dall'istituzione sportiva, in questo caso le società
proprietarie dei 'club'. A poco più di quattro mesi dalla morte
del poliziotto Filippo Raciti durante i tafferugli verificatisi
in occasione di Catania-Palermo, forze dell'ordine e
Confindustria del pallone si trovano d'accordo, per l'ennesima
volta, facendo tornare tutto alla normalità, in nome del Dio
denaro. Sarà la Lega
Calcio, in sintonia con le televisioni a pagamento, per puro
interesse economico, a stabilire quali saranno gli incontri da
giocare in notturna. A Prefetture e Questure spetterà, in ogni
caso, l'ultima parola, ma con questa iniziativa di 'ritorno al passato' é sacrosanto che i derby (nella prossima serie A, con
le promozioni di Juventus e Genoa, ce ne saranno ben otto) e le
gare appetibili tra squadre di vertice e maggiormente blasonate,
anche se realmente a rischio, difficilmente saranno disputate
alla luce del sole, ma, al contrario, si svolgeranno sotto
quella artificiale dei riflettori. Naturalmente soltanto in
palcoscenici i cui teatri, precisano al Viminale, sono dotati
dell'impianto di telecamere a circuito chiuso.
Due commenti a margine. Saremo curiosi di contare quante partite
con protagonisti il Napoli e i suoi tifosi al seguito saranno
programmate in notturna. Attendiamo che l'Osservatorio scenda a
patti non solo con i potenti del calcio, ma pure con i reali
proprietari del mondo del pallone, i tifosi, restituendo loro
gli strumenti del tifo popolare e facilitando il loro ingresso e
il loro utilizzo negli stadi. Non lo domanda la Lega Calcio, ma
lo richiedono migliaia di persone, attraverso
Progetto Ultrà e
la sua petizione 'on line', che
domani avranno voce in
Parlamento grazie a un'iniziativa del gruppo Rifondazione
Comunista-Sinistra Europea, del mondo delle Curve più in
generale e, in qualche modo, dello stesso ministro alle Attività
Sportive Giovanna Melandri, la quale ci risulta abbia inviato
una specifica richiesta al collega titolare del Ministero dell'Interno,
Giuliano Amato, insieme al quale ha firmato una legge contro la
violenza negli stadi che non contempla i provvedimenti disposti
dalla determinazione dell'Osservatorio.
Notizia del 18 Giugno 2007
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2006/2007
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