Il più piccolo aveva due
anni e qualche mese. Il più grande quasi
quattordici. Entrambi erano accompagnati dal
papà o dalla mamma oppure da tutti e due i
genitori. Qualcuno ha varcato i cancelli
della Curva Nord
insieme a fratelli e sorelle più grandi
oppure con lo zio e il cugino. Bambine e
bambini. Ragazzine e ragazzini. Tutti, circa
duecento, hanno ricevuto una bandiera,
sostenuta da un'asta in plastica, dipinta
con i colori del
Parma Calcio, il giallo e il blu, il
simbolo del 'club' di pallone che
rappresenta la nostra terra, lo scudo
Crociato, e la sua dicitura sociale. Uno di
quei vessilli che
la
tanto contestata e discussa determinazione
dell'Osservatorio Nazionale sulle
Manifestazioni Sportive non vieterà di
far entrare negli stadi italiani dal
prossimo trenta marzo, senza dover passare
attraverso il tortuoso iter burocratico
proposto, perchè semplicemente
incitanti la propria squadra. Tutti hanno
avuto in dono una copia del
'Calendäri
Crozé', di quelle rimaste invendute
(si tratta di un oggetto che, per come è
stato concepito, redatto e confezionato è
didattico per quanto riguarda la conoscenza
della Maglia
Crociata, della sua storia, della sua
unicità e
della sua aderenza con la gente e i luoghi
di Parma). Qualche
decina, i più fortunati nell'estrazione che
li ha visti protagonisti all'ingresso in
Nord, ha riscosso le magliette di
Settore Crociato.
Ognuno, chi estroverso e disinvolto e chi
con timidezza e riservatezza, a seconda del
carattere, ha esternato la propria
contentezza. Nel caso dei più timidi con un
sorrisino appena accennato e lo sguardo
rannicchiato tra le spalle ritratte. I più
aperti, disinvolti e spigliati, invece,
facendo letteralmente salti di gioia ed
esclamazioni entusiaste. Tutti quanti,
indistintamente, sventolando, più o meno
energicamente, quel pezzo di stoffa magico.
Allo
stadio 'Tardini', sui gradoni della
Curva Nord, durante la partita di
circostanza, la vittoriosa
Parma-Siena (l'iniziativa e i bambini
portano bene, perchè anche l'anno scorso,
contro il Livorno, finì con un altrettanto
importante successo casalingo), e anche in
strada
(come
testimonia la foto scattata verso le
diciassette e trenta in viale Duca
Alessandro) oppure ostentati dal finestrino
dell'auto, dal seggiolino della bicicletta e
a casa (numerosi, come sempre, i genitori
che ci hanno chiamato per riferirci di
quegli stendardi appesi alle finestre e ai
balconi). Insomma, raccogliendo queste
immagini e le testimonianze che ci sono state
direttamente riferite, crediamo che la
manifestazione abbia fatto centro lungo la
strada che conduce alla diffusione e al
consolidamento della sana cultura popolare
del tifo italiano negli stadi di calcio, in
particolare tra le nuove generazioni.
'Una Bandiera per Amica', giunta
quest'anno alla
terza edizione, è soltanto una delle
molteplici proposte,
nell'ambito delle finalità che ci siamo dati
come Settore Crociato, agenzia educativa e
formativa nella conoscenza della squadra
della propria città e del proprio
territorio. Un progetto, questo di operare
sui giovani, per riportare
intere famiglie nei settori più 'caldi' e
passionali degli impianti sportivi dove si
gioca il calcio, in cui la violenza è giusto
vada estirpata, anche se in una realtà
come Parma è praticamente ridotta al
lumicino, avvalorato dalla scelta unanime di
ieri della Camera dei Deputati (prima di
divenire legge dovrà passare, nei prossimi
giorni, al vaglio del Senato), su
indicazione
dell'onorevole Pietro Folena, di far entrare
gratuitamente sulle gradinate, se
accompagnati da un adulto, tutti gli Under
14.
