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Insieme erano parte integrante
della cerniera arretrata di una delle formazioni del
Parma Calcio che i
tifosi Crociati ancora oggi, mandando a memoria, snocciolano senza
esitazioni in pochi secondi...: Gandini, Murelli, Davin,
Pioli, Panizza,
Aselli, Mariani, Pin (o Marocchi),
Ascagni, Salsano,
Barbuti. Allenatore
Marino Perani. Stagione 1983/1984. Serie C1 girone A. Promossi in serie
B grazie a un primo posto condiviso con il Bologna a 48 punti,
lasciandosi alle spalle, a una sola lunghezza, dopo un campionato
esaltante e combattuto, il Lanerossi Vicenza. Entrambi sono figli della
nostra terra, di Parma e del Parmense. Tutti e due sono cresciuti, come
giovani prospetti, nel settore giovanile della società Crociata,
intraprendendo la consueta trafila, dai Giovanissimi fino alla prima
squadra attraverso gli Allievi, la Primavera e, magari, anche quella
categoria che è esistita sino a qualche anno fa, i Berretti,
ripristinata da un anno. Uno, Giacomo Murelli, terzino, difensore di fascia destra, originario della Bassa,
per la precisione di San Secondo Parmense, dove i suoi genitori erano
titolari di un negozio di polleria nella via centrale del paese,
leggermente più avanti d'età e, quindi, anche di carriera. Murelli, dopo
esser stato svezzato nel vivaio, aveva cominciato a vestire e difendere
la Maglia con 'i grandi' in
giro per l'Italia già nell'annata
1980/1981, nel Parma di Piccoli, Cesati, D'Agostino, Allievi e Zuccheri,
preparato da Rosati e da Sereni, poi, trovando sempre maggior spazio, in
quelli successivi (1981/1982, 1982/1983), allenati da 'Pantera' Danova e
da Bruno Mora, degli Orsi, dei Cannata, dei Larini, dei Pari e dei
Venturelli. L'altro, Stefano Pioli, centrale difensivo, parmigiano, con
discendenze montanare (il padre è di Berceto), una famiglia di
dipendenti delle Poste, e studi superiori alle Magistrali 'Albertina
Sanvitale' di via Melloni, era stato fatto esordire in serie C1, sul
finire della stagione 1982/1983, l'ultima della
Maglia Crociata, a diciotto anni, dal
suo mentore Mora, collezionando dieci presenze. Pioli, l'anno dopo, con
l'avvento di Perani, si ritrovò sin dal principio del campionato,
titolare fisso, di fianco a Murelli, protagonista di una cavalcata
trionfale, caratterizzata dai sedici risultati utili consecutivi del
girone di ritorno, culminati nell'epica vittoria nel pantano di
Sanremo all'ultima giornata, in cui
Stefano siglò l'indimenticabile gol del successo, sfociata nella
promozione in serie B. Una serie cadetta che, però, Pioli e Murelli non
assaporarono con la casacca del Parma. Grazie al loro talento,
apprezzato dagli osservatori, fecero il doppio salto. Sbarcarono nella
massima divisione, rispettivamente al servizio di Juventus e Avellino.
Ora, dopo un curriculum da calciatori professionisti in giro per la
penisola pallonara e qualche esperienza da allenatori condivisa in
coppia, testimonianza di affiatamento personale e di un rapporto di
amicizia e stima reciproche, sbocciato sui campi del complesso Stuard di
San Pancrazio e della Cittadella, quando ragazzini sognavano il grande
calcio correndo dietro a un pallone indossando la Crociata, dopo
ventidue anni sono tornati all'amore primordiale, quello che non si
scorda mai. Avere ex Crociati, che amano la Maglia, la città e il
territorio che essa rappresenta negli organigrammi societari offre buone
garanzie. E' già un'ottima base di partenza. Si ha quasi la
certezza matematica che, oltre alla professionalità, ci mettano il
cuore, che, poi, è l'arma migliore per onorare la nostra Bandiera.
Notizia del 07 Giugno 2006
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