Stagione 2005/06

 

L'amore primordiale non si scorda mai: il rimpatrio di Pioli&Murelli
A VOLTE RITORNANO...
 Svezzati in Maglia Crociata, oggi sono chiamati a esserne i condottieri

Insieme erano parte integrante della cerniera arretrata di una delle formazioni del Parma Calcio che i tifosi Crociati ancora oggi, mandando a memoria, snocciolano senza esitazioni in pochi secondi...: Gandini, Murelli, Davin, Pioli, Panizza, Aselli, Mariani, Pin (o Marocchi), Ascagni, Salsano, Barbuti. Allenatore Marino Perani. Stagione 1983/1984. Serie C1 girone A. Promossi in serie B grazie a un primo posto condiviso con il Bologna a 48 punti, lasciandosi alle spalle, a una sola lunghezza, dopo un campionato esaltante e combattuto, il Lanerossi Vicenza. Entrambi sono figli della nostra terra, di Parma e del Parmense. Tutti e due sono cresciuti, come giovani prospetti, nel settore giovanile della società Crociata, intraprendendo la consueta trafila, dai Giovanissimi fino alla prima squadra attraverso gli Allievi, la Primavera e, magari, anche quella categoria che è esistita sino a qualche anno fa, i Berretti, ripristinata da un anno. Uno, Giacomo Murelli, terzino, difensore di fascia destra, originario della Bassa, per la precisione di San Secondo Parmense, dove i suoi genitori erano titolari di un negozio di polleria nella via centrale del paese, leggermente più avanti d'età e, quindi, anche di carriera. Murelli, dopo esser stato svezzato nel vivaio, aveva cominciato a vestire e difendere la Maglia con 'i grandi' in giro per l'Italia già nell'annata 1980/1981, nel Parma di Piccoli, Cesati, D'Agostino, Allievi e Zuccheri, preparato da Rosati e da Sereni, poi, trovando sempre maggior spazio, in quelli successivi (1981/1982, 1982/1983), allenati da 'Pantera' Danova e da Bruno Mora, degli Orsi, dei Cannata, dei Larini, dei Pari e dei Venturelli. L'altro, Stefano Pioli, centrale difensivo, parmigiano, con discendenze montanare (il padre è di Berceto), una famiglia di dipendenti delle Poste, e studi superiori alle Magistrali 'Albertina Sanvitale' di via Melloni, era stato fatto esordire in serie C1, sul finire della stagione 1982/1983, l'ultima della Maglia Crociata, a diciotto anni, dal suo mentore Mora, collezionando dieci presenze. Pioli, l'anno dopo, con l'avvento di Perani, si ritrovò sin dal principio del campionato, titolare fisso, di fianco a Murelli, protagonista di una cavalcata trionfale, caratterizzata dai sedici risultati utili consecutivi del girone di ritorno, culminati nell'epica vittoria nel pantano di Sanremo all'ultima giornata, in cui Stefano siglò l'indimenticabile gol del successo, sfociata nella promozione in serie B. Una serie cadetta che, però, Pioli e Murelli non assaporarono con la casacca del Parma. Grazie al loro talento, apprezzato dagli osservatori, fecero il doppio salto. Sbarcarono nella massima divisione, rispettivamente al servizio di Juventus e Avellino. Ora, dopo un curriculum da calciatori professionisti in giro per la penisola pallonara e qualche esperienza da allenatori condivisa in coppia, testimonianza di affiatamento personale e di un rapporto di amicizia e stima reciproche, sbocciato sui campi del complesso Stuard di San Pancrazio e della Cittadella, quando ragazzini sognavano il grande calcio correndo dietro a un pallone indossando la Crociata, dopo ventidue anni sono tornati all'amore primordiale, quello che non si scorda mai. Avere ex Crociati, che amano la Maglia, la città e il territorio che essa rappresenta negli organigrammi societari offre buone garanzie. E' già un'ottima base di partenza. Si ha quasi la certezza matematica che, oltre alla professionalità, ci mettano il cuore, che, poi, è l'arma migliore per onorare la nostra Bandiera. 

Notizia del 07 Giugno 2006 


 

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