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Non per essere immodesti, presuntuosi e superbi in quanto organizzatori
della manifestazione, ma il giudizio finale che dobbiamo dare sull'esito
della mostra 'Gli originali han valori unici', l'esposizione delle
storiche Maglie del Parma Calcio che abbiamo portato in piazza
Garibaldi, sotto i Portici del Grano, non può che essere positivo. I
molteplici obiettivi che ci eravamo prefissati quando avevamo pensato
all'allestimento dell'evento sono stati tutti centrati. Volevamo far
conoscere alle giovani generazioni la storia del 'club' Crociato
attraverso le proprie divise da gioco dal 1913, anno della sua
fondazione a oggi, e tanti sono stati i bambini e i ragazzini accorsi
sotto le arcate del palazzo municipale.
Alcuni di questi, tra l'altro,
abbiamo scoperto essere tesserati per le formazioni giovanili del Parma.
Volevamo far rivivere emozioni arcaiche, antiche e recenti e moltissimi
sono stati i visitatori veraci parmigiani doc, tifosi passionali, più o
meno anziani che si sono presentati all'appuntamento con tante storie da
rivivere e da condividere. Alcuni sono arrivati con sacchetti di
plastica e zaini pieni zeppi di ricordi. Altre Maglie oppure altri
oggetti, come i biglietti delle partite o gli abbonamenti. Quasi tutti
armati di macchina fotografica o videocamera per immortalare una
circostanza particolare. Si sono precipitati nella visita al mattino di
buon'ora, appena aperti i battenti, perfino gli ex giocatori Crociati,
Fausto Salsano, Enrico Cannata e Giovanni Colzato, che si sono
soffermati a raccontare episodi che li hanno visti protagonisti in prima
persona con questa o con quell'altra casacca Crociata sulle proprie
spalle. Volevamo far assaporare le commozioni e le
suggestioni che il nostro simbolo (lo scudo Crociato) e i nostri colori
possono trasmettere anche a chi non ha mai vissuto il gioco del pallone
e il tifo per una squadra che lo interpreta, portando il nome della
nostra città e della sua terra, e a
decine sono state le persone profane dell'argomento che si sono
avvicinate con curiosità e interesse alla parte più pura e ancora un
pizzico fascinosa di questo mondo, uscendone, almeno nel vedere le loro
espressioni e nell'ascoltare i loro pareri, un pochino coinvolte e
contagiate. Volevamo valorizzare un patrimonio, la raccolta unica, rara
e preziosa di due tifosi appassionati, Francesco Frignani e Stefano
Sassi, che nemmeno il Parma Calcio in novantadue anni di storia ha
saputo collezionare, affinché fosse godibile alla collettività e, stando
alle presenze, che si sono avvicinate al migliaio, la giusta promozione
è stata compiuta. Volevamo lanciare un messaggio alle autorità
territoriali perché questa ricchezza possa essere ospitata in uno spazio
permanente ad hoc, una sorta di museo sull'avventura ormai secolare del
Parma Calcio, costruito dalla gente di Parma, che offre il materiale in
proprio possesso per metterlo a disposizione della comunità Crociata e
non solo, in modo che possa essere visitato, gustato, sentito sette
giorni su sette (la dislocazione ideale, nei nostri sogni, sarebbe un
angolo dello stadio 'Ennio Tardini')
e le risposte sono state possibiliste. Da quella resa ufficialmente alla
stampa dall'assessore alle Attività Sportive, Arturo Balestrieri, grazie
al quale tra l'altro abbiamo ottenuto dal Comune il patrocinio della
mostra, a quelle del sindaco Elvio Ubaldi e del presidente della
Provincia Vincenzo Bernazzoli, i quali si sono avvicinati
all'esposizione sotto i Portici del Grano come visitatori qualunque,
attratti e stimolati, che sul tema hanno promesso "di volerci
ragionare". Insomma, in poche parole, volevamo esaltare, come è tra
i principali scopi della nostra attività, il senso di appartenenza
squadra-territorio e, ancora una volta, ci sembra di essere riusciti
nell'intento.
La realizzazione di quest'altra tappa per fortificare
questo rapporto è stata possibile grazie alla disponibilità che abbiamo
trovato subito, senza resistenze o insistenze da parte nostra, nei
soggetti che abbiamo interpellato per una collaborazione organizzativa.
Il nostro doveroso ringraziamento va, oltre alla Giunta Municipale che,
considerati gli scopi, ci ha concesso gratuitamente l'area occupata,
all' Erreà, sponsor tecnico del Parma Calcio, che ci ha supportato
nell'allestimento, e anche ad alcuni dipendenti della società Crociata
che ci hanno portato in dono, all'ultimo momento, due dei trofei vinti
negli anni Novanta, la prima Coppa Italia (1992) e l'ultima Coppa Uefa
(1999), contribuendo ad avvincere ed entusiasmare ancor di più i
presenti.
Altre immagini dell'evento nella speciale sezione
'Fotocronache'
Notizia del 24 Maggio 2006
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