Stagione 2005/06

 

Tutti gli scopi raggiunti dalla mostra delle Maglie
ABBIAMO FATTO CENTRO
Fortificato il senso di appartenenza, ora si deve pensare al museo Crociato

Non per essere immodesti, presuntuosi e superbi in quanto organizzatori della manifestazione, ma il giudizio finale che dobbiamo dare sull'esito della mostra 'Gli originali han valori unici', l'esposizione delle storiche Maglie del Parma Calcio che abbiamo portato in piazza Garibaldi, sotto i Portici del Grano, non può che essere positivo. I molteplici obiettivi che ci eravamo prefissati quando avevamo pensato all'allestimento dell'evento sono stati tutti centrati. Volevamo far conoscere alle giovani generazioni la storia del 'club' Crociato attraverso le proprie divise da gioco dal 1913, anno della sua fondazione a oggi, e tanti sono stati i bambini e i ragazzini accorsi sotto le arcate del palazzo municipale. Alcuni di questi, tra l'altro, abbiamo scoperto essere tesserati per le formazioni giovanili del Parma. Volevamo far rivivere emozioni arcaiche, antiche e recenti e moltissimi sono stati i visitatori veraci parmigiani doc, tifosi passionali, più o meno anziani che si sono presentati all'appuntamento con tante storie da rivivere e da condividere. Alcuni sono arrivati con sacchetti di plastica e zaini pieni zeppi di ricordi. Altre Maglie oppure altri oggetti, come i biglietti delle partite o gli abbonamenti. Quasi tutti armati di macchina fotografica o videocamera per immortalare una circostanza particolare. Si sono precipitati nella visita al mattino di buon'ora, appena aperti i battenti, perfino gli ex giocatori Crociati, Fausto Salsano, Enrico Cannata e Giovanni Colzato, che si sono soffermati a raccontare episodi che li hanno visti protagonisti in prima persona con questa o con quell'altra casacca Crociata sulle proprie spalle. Volevamo far assaporare le commozioni e le suggestioni che il nostro simbolo (lo scudo Crociato) e i nostri colori possono trasmettere anche a chi non ha mai vissuto il gioco del pallone e il tifo per una squadra che lo interpreta, portando il nome della nostra città e della sua terra, e a decine sono state le persone profane dell'argomento che si sono avvicinate con curiosità e interesse alla parte più pura e ancora un pizzico fascinosa di questo mondo, uscendone, almeno nel vedere le loro espressioni e nell'ascoltare i loro pareri, un pochino coinvolte e contagiate. Volevamo valorizzare un patrimonio, la raccolta unica, rara e preziosa di due tifosi appassionati, Francesco Frignani e Stefano Sassi, che nemmeno il Parma Calcio in novantadue anni di storia ha saputo collezionare, affinché fosse godibile alla collettività e, stando alle presenze, che si sono avvicinate al migliaio, la giusta promozione è stata compiuta. Volevamo lanciare un messaggio alle autorità territoriali perché questa ricchezza possa essere ospitata in uno spazio permanente ad hoc, una sorta di museo sull'avventura ormai secolare del Parma Calcio, costruito dalla gente di Parma, che offre il materiale in proprio possesso per metterlo a disposizione della comunità Crociata e non solo, in modo che possa essere visitato, gustato, sentito sette giorni su sette (la dislocazione ideale, nei nostri sogni, sarebbe un angolo dello stadio 'Ennio Tardini') e le risposte sono state possibiliste. Da quella resa ufficialmente alla stampa dall'assessore alle Attività Sportive, Arturo Balestrieri, grazie al quale tra l'altro abbiamo ottenuto dal Comune il patrocinio della mostra, a quelle del sindaco Elvio Ubaldi e del presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, i quali si sono avvicinati all'esposizione sotto i Portici del Grano come visitatori qualunque, attratti e stimolati, che sul tema hanno promesso "di volerci ragionare". Insomma, in poche parole, volevamo esaltare, come è tra i principali scopi della nostra attività, il senso di appartenenza squadra-territorio e, ancora una volta, ci sembra di essere riusciti nell'intento. La realizzazione di quest'altra tappa per fortificare questo rapporto è stata possibile grazie alla disponibilità che abbiamo trovato subito, senza resistenze o insistenze da parte nostra, nei soggetti che abbiamo interpellato per una collaborazione organizzativa. Il nostro doveroso ringraziamento va, oltre alla Giunta Municipale che, considerati gli scopi, ci ha concesso gratuitamente l'area occupata, all' Erreà, sponsor tecnico del Parma Calcio, che ci ha supportato nell'allestimento, e anche ad alcuni dipendenti della società Crociata che ci hanno portato in dono, all'ultimo momento, due dei trofei vinti negli anni Novanta, la prima Coppa Italia (1992) e l'ultima Coppa Uefa (1999), contribuendo ad avvincere ed entusiasmare ancor di più i presenti.

Altre immagini dell'evento nella speciale sezione 'Fotocronache'

Notizia del 24 Maggio 2006 


 

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