IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

 

Lo stadio più antico della serie A

 

Vecchio ma ideale per il calcio, elegante e accogliente

 

E’ lo stadio più vecchio dell’attuale serie A, se non addirittura, forse, dell’intero calcio professionistico italiano, ma, grazie agli ultimi interventi di ammodernamento, eseguiti negli Anni Novanta, non sembra e non è, poi, così vetusto. Non presenta i segni della vecchiaia. Anzi, é abbastanza confortevole.

 

Non è una cattedrale nel deserto ed é a misura d’uomo. Si trova incastonato vicino al centro storico cittadino. Non è attorniato da ampi posteggi, ma di queste infrastrutture per le auto dei tifosi non se ne avverte troppo la necessità. I sostenitori Crociati, ormai consolidati, per ogni partita di campionato, tra le dieci e le diciassettemila unità, lo raggiungono in bicicletta, il mezzo di locomozione preferito dai parmigiani, oppure a piedi o in autobus, lasciando le loro vetture nei parcheggi scambiatori o negli spazi al di là dei confini della domenicale isola pedonale.

 

Le uniche persone su cui questo antico e glorioso impianto sportivo grava un po’ sono i residenti del Quartiere Cittadella. Non tutti, per la verità. Anche perché fra molti di loro ci sono alcuni abbonati fedelissimi del Parma Calcio, per i quali lo stadio sotto casa rappresenta una lussuosa comodità. Il problema, per gli abitanti della zona, tra l’altro sarebbe circoscritto a poche occasioni durante l’agonistico arco stagionale, quelle in cui, nel Ducato, arrivano le quattro-cinque squadre metropolitane con migliaia di tifosi al seguito.

 

All’interno, invece, è lo stadio ideale per il gioco del pallone. Eliminata l’originaria pista d’atletica, gli spettatori sono a ridosso del terreno di gioco e il tifo, se si ha voglia di cantare per spingere la palla in rete, si fa sentire, eccome se si fa sentire, sul collo degli avversari e dà fiato ai polmoni di chi difende la Maglia Crociata. Chiedere al campione del Mondo e Pallone d’Oro Zinedine Ziadane, uno che non certo pecca di carattere, il quale ha sempre dichiarato, senza esitare, che su questo suolo dell’italica provincia, attorniato da questi spalti, dalla loro contiguità con l’arena e dal calore del pubblico casalingo, non è mai riuscito a esprimersi al meglio con la casacca della Juventus addosso, eclissandosi in prestazioni davvero non consone al proprio standard.

 

Quanto a visuale dalle gradinate, sia quelle popolari delle Curve che quelle più ‘aristocratiche’ delle Tribune, beh, è ottimale da ogni angolatura e il prezzo del biglietto, se non fosse, pignoleria delle pignolerie, per la mancanza di copertura dei settori ‘curvaioli’, è davvero ripagato.

 

Strategico anche per il futuro,

da non traslocare e prostituire

 

Insomma, lo stadio ‘Ennio Tardini’ di Parma è strategico e ideale per tutti i motivi citati. Al massimo, per andare incontro alle esigenze delle moderne società di pallone, potrebbe diventare, tuttavia senza esagerare, una fonte di guadagno per il Parma Calcio, con attività commerciali sì, ma che vadano a integrarsi con spazi, recuperati o creati ex novo, da destinare alla comunità dei tifosi durante la vita quotidiana della settimana, nel segno del senso di appartenenza a Maglia, Bandiera e città e delle tradizioni.

 

Il pensiero galoppa verso contenitori per il Museo Crociato costruito dalle emozioni della sua gente, locali adibiti a ‘club-house’ per momenti di incontro e confronto, frequentati da tifosi, sportivi, atleti e dirigenti, vetrina per i prodotti del territorio, ristorante con menù a base di tipiche materie prime del Parmense.

 

Nella sostanza, il ‘Tardini’ non si deve spostare e non si deve prostituire. Per posizione e struttura ha una sua funzione nel contesto sociale cittadino importantissima, se non fondamentale, e, proprio per questo ci è invidiato da tante altre realtà. Sarebbe un’eresia disfarsene.

 

Con interventi moderni, ma equilibrati questo suo intrinseco valore si rafforzerebbe, senza contare l’aspetto legato al patrimonio storico e culturale della collettività parmigiana (il più antico fra gli stadi d’Italia), da salvaguardare proprio perché unico e ancor oggi valido, dopo ottantaquattro anni di esistenza.

 

I nostri contributi

a favore dello stadio 'Ennio Tardini'

 in piazzale Risorgimento, non prostituito, ma nobilitato