Ci
sono un denominatore comune e
una bella differenza tra il
primo e il secondo distacco di
Hernan Crespo, l'hombre del
gol Crociato, centenaria
Bandiera del Parma Calcio, dalla
nostra Comunità. L'elemento che
rimane costante, allora come
oggi, sono gli interessi
economici del calcio moderno,
che non si prendono troppo cura,
da logica, dei sentimenti
intrecciati.
In quegli anni Novanta erano, soprattutto, quelli della Parmalat di Calisto Tanzi e della Lazio di Sergio Cragnotti, conditi da un vorticoso mulinello di plusvalenze. Ora sono quelli, legittimi, di un giocatore, il quale si sente ancora di calpestare un terreno per il gioco del pallone in un campionato esotico, in cui ricoprono gli antichi campioni di vagonate di denaro.
Ecco la differenza delle situazioni, rimanendo immutato il reciproco amore tra una città, la sua gente e un grande uomo, il quale, in questo ambiente, è giunto da ragazzo e vi è maturato. La storia di questo rapporto è nota, fa parte di tutti noi. E' superfluo ripercorrerla dal tanto è tatuata nei nostri cuori e in quello della punta argentina naturalizzata parmigiana.
Rimangono
da perlustrare e fissare
soltanto i suoi strani tratti
recenti, quelli di questi ultimi
due anni, quelli
dell'emozionante ritorno da
libro Cuore dell'hombre
nel Ducato, dono e volontà
del presidente Tommaso Ghirardi.
Solo quel sabato del gennaio duemiladieci ha un valore inestimabile per palpiti e sussulti da tifoso.
In questo biennio, però, abbiamo conosciuto un Hernan Crespo diverso, dal punto di vista non strettamente sportivo e agonistico, come è normale che sia, nell'evoluzione di un'esistenza umana, ma sempre incantato dalla Maglia Crociata e dai parmigiani.
A noi, per esempio, rimase impresso il giorno del 97° Compleanno del Parma Calcio, quando gli dispiacque non essere presente, declinando all'ultimo istante l'invito, pur essendo una Bandiera, perché la vigilia di una gara, fece sapere, dopo l'allenamento di rifinitura, è ormai solito dedicarla ai figli e al proprio personale riposo in famiglia.
L'ultimo ricordo di questo
periodo rimane la solitaria desolante
conferenza stampa, per un totem
del 'club', della scorsa estate,
quando si presentò, con
distacco,
il suo rinnovo contrattuale,
avvisaglia, probabilmente,
dell'esito odierno.
E' il calcio moderno, a cui tutti ci siamo, più o meno, ahinoi, adeguati. Non resta che guadarlo, questo mondo pallonaro, senza cancellare gli affetti costruiti. Alla parmigiana, Hernan, tgnèmmos vìsst, perché, pure stavolta, sappiamo tutti, che é un arrivederci. La tua casa é qui...