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LA MAGLIA, MORALE DEL PARMA
La
lezione odierna del Parma Calcio alla
Juventus, la quale viene da sempre chiamata Vecchia Signora del
pallone italiano, é sportiva, nel risultato vincente della partita,
ma é anche e soprattutto morale. Insegnamento di
rispetto delle regole e, in particolare, della
propria storia,
onorando, pure nelle scelte moderne,
coloro i quali l'hanno
fatta sbocciare e, nel tempo, l'hanno costruita, i propri simboli,
la Comunitā che essa rappresenta. E' inconcepibile che una
grande squadra non rispetti le direttive di Lega Calcio,
confezionando tre divise da gioco dalle tinte chiare, senza
che venga punita. E' inammissibile che lo stesso 'club' voglia
imporre,
solo per proprio
tornaconto commerciale, contravvenendo il
regolamento, all'avversario
il quale gioca in casa, l'utilizzo
di una muta differente dalla titolare.
Se a Cesena, tre mesi fa,
ha trovato morbidezza e arrendevolezza, a Parma
ha incontrato resistenza,
ostinazione e caparbietā. Proprietā (la
famiglia Ghirardi-Pasotti in primis) e dirigenza (l'amministratore
delegato Pietro Leonardi) del nostro sodalizio calcistico, pur
non essendo autoctoni,
da tempo hanno compreso l'importanza delle
tradizioni e del senso d'appartenenza, mantenendoli,
salvaguardandoli, esaltandoli. In settimana sapevamo, come
abbiamo anticipato, essersi
opposti tenacemente alle
scandalose richieste juventine, costringendo l'ospite a indossare una
vecchia casacca silver, mai vestita in questa stagione. E' stato il
trionfo societario e comunitario di un indirizzo giā
manifesto da tempo. Con le doverose scuse, qualora qualcuno si fosse
offeso,
per la nostra nota, con
bacchetta, a margine del
derby di Bologna in maglia antracite, una settimana fa. E' risaputo come, in
materia, si sia integralisti. Probabilmente é
grazie anche a questo nostro fondamentalismo che, negli anni,
si č costruita la fermezza e l'irriducibilitā di
proprietari e massimi dirigenti del Parma Calcio nel
difendere la Maglia Crociata da
ogni attacco esterno, perfino da quelli perpetrati dalla potente
Vecchia Signora del pallone italiano. |