Stagione 2009/2010 - Nr.8


 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

ENNIO, IL PARMA TI PENSA

 

Dal convegno di ieri a Bologna sulla disciplina e gestione degli impianti sportivi, con particolare riferimento alla legge circa la costruzione di nuovi stadi per il gioco del pallone e la ristrutturazione di quelli già esistenti in fase avanzata di approvazione, si sono ricevute, da parte degli intervenuti parmigiani, risposte le quali, essendo benevoli, possono esser lette in chiave positiva per il futuro del nostro 'Ennio Tardini'. Interpretandole e decifrandole, naturalmente, dal nostro punto di vista, che, di recente, qualche settimana fa, aveva chiesto alla realtà privata (il Parma Calcio) e a quella pubblica (il Comune) interessate, qualora davvero volessero salvaguardare il gioiello-patrimonio di piazzale Risorgimento, rivisitandolo secondo le esigenze moderne del 'club', senza esagerare con il suo sfruttamento commerciale, di prendere una posizione a suo favore, cominciando a commissionare uno studio di fattibilità dell'idea. Ebbene, le parole pronunciate ieri del direttore generale Crociato, Pietro Leonardi, ci sembrano andare in questa direzione e ci sono piaciute anche quando ha utilizzato il termine aggregazione, se riferito al coinvolgimento della Comunità Crociata:"Bisognerebbe condurre uno studio approfondito sulle problematiche che ruotano attorno allo stadio 'Ennio Tardini': se il Parma Calcio vuol competere a medio termine a determinati livelli, è chiaro che una delle risorse fondamentali nella voce entrate dovrà provenire proprio dallo stadio. Non è possibile che debba essere sempre il Presidente a ripianare i debiti della sua società al termine di ogni stagione sportiva: va condotto uno studio approfondito del territorio a disposizione per ottimizzare al meglio le risorse. Indipendentemente dal fatto che lo stadio si trovi in centro città o in periferia, esso deve diventare un polo d’aggregazione che non sia fruibile solo nel giorno della partita, ovvero due o tre giorni al mese: se il 'Tardini' sarà in grado di supportare queste esigenze, allora con le dovute modifiche sarà il nostro stadio del futuro; viceversa si dovrà cercare un’area adatta dove realizzare un nuovo impianto". Ci ha un po' meno deliziato l'intervento dell'assessore municipale alle attività sportive, Roberto Ghiretti, più incanalato verso la realizzazione di una struttura ex novo:"Sul tema del nuovo stadio da calcio, auspico che nel 2010 possa aprirsi tra Comune di Parma e Parma Calcio un percorso congiunto per studiare e analizzare e quindi capire se costruire un nuovo stadio". Un pensiero, questo dell'amministratore, comunque da interpretare, nel contesto dei famosi giochi di ruolo in materia. Al prossimo passaggio, magari, ci sarà maggiore chiarezza. Il cammino comune, per noi, deve esser innanzitutto imboccato sull'attuabilità di un 'Ennio Tardini' a norma, evoluto ma non snaturato, nel sito storico in cui è sorto e si trova, che ne rappresenta una delle proprie intrinseche peculiarità, con una capienza pari a 20.000 unità, opportuna dimensione per la nostra piazza.

Editoriali 2009/2010