Stagione 2009/2010 - Nr.7


 

UN UOMO D'ALTRI TEMPI

 

In quasi dodici mesi di sua permanenza a Parma abbiamo potuto stimare, oltre che le sue doti da allenatore e i suoi talenti sportivi, le virtù umane di Francesco Guidolin. Il suo essere uomo. Essenza che nelle ultime quarantotto ore, grazie a quanto accaduto allo stadio 'Olimpico' di Roma mercoledì sera, si è manifestata ulteriormente e completamente, con tutte le sue positive debolezze, quelle che ognuno di noi ha, nel proprio io, nel proprio cuore, nelle proprie vene. Da persona autentica e onesta l'ha raccontata al mondo direttamente lui, il mister, ieri pomeriggio, al Centro Sportivo di Collecchio. Tornare su un episodio, parlarne di nuovo, spesso è stucchevole e offre la sponda alla creazione di un caso quando esso non esiste, ma stavolta non è così. La vicenda sembra chiusa, certo, e non se ne vuole costruire a tutti i costi una questione, soprattutto in questo momento particolare di risultati entusiasmanti, frutto, tra l'altro, del suo lavoro tecnico, psicologico e relazionale nell'ambito del folto gruppo di giocatori che gli è stato affidato. Quanto confidato al pubblico da Guidolin, però, non può transitare inosservato o esser trattato con sufficienza, perché in quelle ulteriori parole di precisazione ci sono la sua coerenza, il suo coraggio, la sua lealtà e la sua favorevole fragilità.

C'è la corrispondenza immediata, il flash, con quanto promise a se stesso e all'intero pianeta dell'italica pedata, tre anni fa, dopo una situazione simile, ma non identica, che lo vide protagonista in Palermo-Fiorentina. Un collegamento istantaneo, fulmineo, che gli fa urlare, invano, ai suoi giocatori di lanciare fuori dal rettangolo di gioco la palla, che lo fa scendere negli spogliatoi rabbuiato, che, alla presenza della società (il direttore generale Pietro Leonardi ), gli fa chiedere spiegazioni plausibili ai giocatori. Al punto che, se i loro chiarimenti non fossero stati convincenti, domanda loro un gesto clamoroso ("Sarei stato anche disposto a far pareggiare la Lazio"). Immaginiamo il livello della discussione, del confronto, tra allenatore, calciatori e rappresentanza societaria (il dg). Anche perché il regolamento parla chiaro: la valutazione della gravità delle condizioni del giocatore a terra (e quindi la sospensione del gioco) spetta alla discrezionalità dell'arbitro. Le dichiarazioni, sibilline, dell'autore del gol incriminato, Bojinov, in sala stampa, sono significative:"Io ho fatto soltanto il mio lavoro".

Ci sono la forza e la lealtà di confessare di essersi confuso, di aver preso un abbaglio:" ... Per me queste cose contano molto e per esse mi sono esposto in passato. Se avessero seguito la mia idea, avrei sbagliato io, perché questo è stato un episodio di gioco del tutto differente rispetto a quello vissuto tre anni fa e che mi vide protagonista perché poi ci fu uno scambio acceso con un collega (n.d.r. Claudio Cesare Prandelli) ... All’interno dello spogliatoio e con la società abbiamo chiarito l’episodio. Io ho creduto ai miei giocatori ... Sono molto contento che mi abbiano fatto tornare indietro su quella che era la mia idea. Se avessimo fatto come avevo proposto io avremmo sbagliato e avrei nuociuto alla squadra e alla società ...".

C'è la fierezza di aver visto riconosciuto, da parte degli avversari, il suo senso di dignità:" ... Mi fa piacere poter dire che alla fine della partita il direttore sportivo della Lazio (n.d.r. l'ex attaccante albanese Igli Tare) mi ha salutato, mi ha detto parole importanti e mi auguro che faccia arrivare a chi sa lui le parole che mi ha detto e che io dico adesso ...".

C'è, anzitutto,  l'ammissione della propria normale, umana, comprensibile debolezza:" ... Queste sono cose per me molto importanti. Io sono rimasto seduto tutto il secondo tempo perché dopo aver chiarito con la mia squadra e con la società, che era presente, ero molto emozionato. Sono molto contento che mi abbiano fatto tornare indietro su quella che era la mia idea di arrabbiarsi con i propri giocatori ...".

Che uomo Francesco Guidolin !!!

Editoriali 2009/2010