Non
più tardi di due settimane fa il
presidente bresciano del
Parma
Calcio, Tommaso Ghirardi,
intervistato dal
giornalista-tifoso Sandro
Piovani, per le colonne
della Gazzetta di Parma, il
giornale degli industriali
locali, aveva rivolto loro
l'ennesima, dal gennaio 2007, da
quando ha acquistato il 'club',
richiesta di aiuto economico, di
sostegno alla squadra di pallone
che rappresenta il loro
territorio. A differenza del
recente passato,
quando l'invocazione ghirardiana
era rimasta lettera morta,
le risposte, adesso, cominciano
a pervenire in piazzale
Risorgimento. A rompere
il ghiaccio é stato
il nuovo principe di
Parma, il costruttore
Paolo Pizzarotti,
acquistando ottocento
abbonamenti da dividere ai
sudditi più bisognosi e
meritevoli della Comunità. I maliziosi sospettano l'abbia
fatto, dopo
la partnership che dura
già da due anni con la sua
azienda vitivinicola Monte delle
Vigne, perché
miri a erigere un nuovo stadio
su terreni propri, all'Ente
Fiere.
Pizzarotti
ha strappato gli indugi.
Il suo esempio, come è stato
anticipato, è stato seguito da
altre aziende parmigiane.
Aiutare e sostenere il
Parma Calcio non significa,
per forza di cose, apparire con
il proprio marchio sulla
Maglia. Le si può stare
vicino, come realtà produttiva
territoriale, con altre
forme di
sponsorizzazione. E'
questo il messaggio che
proprietari e dirigenti del
nostro sodalizio calcistico
stanno facendo passare, cercando
di concretizzarlo. Il regista
della missione é il funzionario
Mirco Levati,
responsabile delle relazioni
esterne e presidenziali, il
quale pare stia conducendo in
porto l'obiettivo. Grazie alle
sue entrature e alle sue abilità
nel tessere rapporti con gli
ambienti autoctoni che contano,
ha condotto la proprietà
Crociata, la famiglia
Pasotti-Ghirardi, a dialogare e
confrontarsi, finalmente, con i
'poteri forti' di
Parma.
La scorsa primavera fu la visita
allo stabilimento di Pedrignano
e la conseguente colazione
ristretta con i fratelli
Barilla. Pochi giorni fa il
pranzo intimo con il presidente
di Parmalat, Enrico
Bondi. All'appello mancano
solo Marco e Alessandro Rosi
di Parmacotto,
con i
quali il rendez-vous
dovrebbe essere imminente.
Gli argini che separavano gli
imprenditori tondini
bresciani, salvatori del Parma
Calcio, dagli industriali locali
sembra siano stati abbattuti.
Se così davvero fosse, come
tanti segnali e molti spifferi
in queste settimane lasciano
intendere,
non si potrà più sostenere che
la Parma che conta
sia distante dalla squadra di
pallone cittadina.