Stagione 2009/2010 - Nr.4


 

NON É SOLO UN SOGNO

 

Ha destato eco e risonanza, ieri, nell'ambito della pubblicazione del monte ingaggi di ogni singola società iscritta alla serie A 2009/2010, quello del Parma Calcio, neo promosso dal campionato di serie B, il quale, con 26 milioni di Euro, si piazza al decimo posto di una graduatoria che, in generale, registra una significativa "impennata". Esattamente a metà di questa speciale classifica. Davanti alla nostra società calcistica ci sono, naturalmente, le cosiddette grandi o pseudo tali: Inter (150 milioni), Milan (125,5), Juventus (115), Roma (69,7), Fiorentina (40), Genoa (38), Napoli (37), Lazio (32,9) e Palermo (30). Qualche passo più indietro sono posizionate Sampdoria (24), Bari e Bologna (20), Udinese (18), Siena e Catania (17,5), Livorno (14,3), Chievo e Atalanta (13). Ha destato impressione ed effetto, la diffusione di questi dati. Tanto che il nuovo direttore generale del 'club' Crociato, Pietro Leonardi, immediatamente interpellato a proposito dai giornalisti, si è affrettato a sottolineare: "Noi siamo molto onesti, qualcuno è un po' più bugiardo secondo me, perché ... mi sembra un po' incredibile. Comunque, noi sappiamo quelli che saranno i nostri costi; ringraziamo il nostro presidente per gli impegni che prende e prendiamo atto". Certamente gli oneri che le casse societarie devono corrispondere a chi, in questa stagione, é stato chiamato a difendere la Maglia sono superiori, quasi raddoppiati, rispetto a quelli spesi nelle due annate agonistiche precedenti (nel 2007/2008, ultima in massima categoria, combaciata, purtroppo, con la retrocessione, si aggiravano attorno ai 15 milioni; nel 2008/2009, nel torneo cadetto, ammontavano a circa 10-12 milioni). Sono numeri che possono esser letti come una scarsa attenzione alla parsimonia e all'oculatezza, se raffrontati con gli specifici conti di 'club', quali Sampdoria e Udinese, spesso indicati come modello a cui tendere. Sono elementi che possono anche e soprattutto essere interpretati e considerati come, dopo i sacrifici, le lacrime e il sangue della B, un importante impegno finanziario assunto dal presidente Tommaso Ghirardi e dal gruppo della sua famiglia, Leonessa-Pasotti, naturalmente con il supporto del suo maggior socio di minoranza, Banca Monte Parma, l'unico istituto di credito dai connotati parmigiani, il quale, dal giorno dell'acquisto del sodalizio calcistico cittadino, gli é fedelmente a fianco con un essenziale finanziamento medio-lungo ("Tutto ruota attorno a Banca Monte" - ha ricordato il Ghiro, subito dopo la promozione alla presentazione del libro di Gabriele Majo). Un investimento economico e tecnico su bravi giovani di prospettiva e su validi calciatori navigati che ha fatto compiere alla squadra un evidente salto di qualità, soprattutto all'indomani degli ultimi tre acquisti chiesti espressamente da mister Francesco Guidolin. Un balzo che, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra (ridondano quotidianamente le dichiarazioni presidenziali, dirigenziali, tecniche e dei giocatori sullo scarto mancante al raggiungimento della fatidica quota 40, sinonimo di salvezza), sta seminando giustificato entusiasmo, non solo nell'ambiente della tifoseria, ma pure in quello tutto interno al 'club', dove i proclami di una vista sul Vecchio Continente pallonaro si insinuano e vengono sussurrati nemmeno tanto sottovoce. Sintomatica fu la battuta, che nasconde un fondamento di verità, proferita da Danfio Bianchessi, detto 'il Bianco', uomo di fiducia dei Pasotti-Ghirardi, responsabile del Centro Sportivo di Collecchio, un mese fa, a calciomercato, tra l'altro, ancora in corso, sul palco salsese, nella serata di presentazione delle nuove Maglie. "Mi e ci piacerebbe riportare il Parma Calcio in Europa. Il presidente lo sa: il giorno in cui avverrà potrei anche lasciare il mio incarico a servizio del 'club'" - disse, scherzando soltanto sulla seconda parte della frase. Non è solo un sogno, insomma. Intanto, però, continuiamo a computare la distanza che ci separa dall'ineluttabile 40.

 

Editoriali 2009/2010