Stagione 2009/2010 - Nr.30

 

UN CALCIO SENZA STAGIONI

Lo chiamano calcio d'estate, ma, purtroppo, malgrado non ci siano punti in palio e classifiche da scalare, é già calcio vero.

Le partite si definiscono amichevoli, ma si affrontano, dentro e fuori dal campo, come se tali non fossero.

C'è un rivale storico, la Spal, militante nella Prima Divisione di Lega Pro, il quale è stato scelto, come avviene da un anno per l'organizzazione di questi incontri e per l'allestimento dei ritiri, dalla Media Sport Event dell'agente Uefa Gianni Lacchè, amico dell'amministratore delegato del Parma Calcio, Pietro Leonardi, quale quarto avversario nella scala dei valori da affrontare lungo la preparazione pre-campionato. C'è chi dice che bisogna prestare attenzione, quando si selezionano i contendenti per queste gare, alle ruggini vecchie e nuove tra ultras. C'è chi sostiene il contrario, che dalle frange estreme delle tifoserie non bisogna farsi condizionare e come queste siano "solo cose tra tifosi".

C'è chi, Valeri Bojinov, segna un gol, esulta rivolgendo un gesto provocatorio ai sostenitori spallini i quali lo avevano in precedenza beccato, ma, poi, rendendosi conto di non aver fatto una gran bella figura, nell'ambito di un percorso di maturazione personale in cui sta compiendo passi da gigante, appena gli mettono davanti i microfoni, nel dopo gara, chiede scusa.

Ci sono i sostenitori dei Parma Club e degli Spal Club, con la sovrintendenza di Parma Calcio e organizzazione, i quali, prima del fischio d'avvio, fanno in modo che questo sport, come dovrebbe essere, sia giustamente un momento di festa. Si scambiano maglie e gagliardetti. Si coinvolgono famiglie e bambini.

Ci sono, fuori dall'angusto stadio di Levico Terme, dove la nostra squadra é in ritiro, auto ammaccate, parabrezza in frantumi, i giocatori delle due compagini i quali riescono ad abbandonare, a causa di piccole o grandi risse tra ultras, l'impianto della festa calcistica estiva soltanto un'ora dopo la fine della gara e un tifoso della Spal con un trauma cranico e cinque punti di sutura sulla fronte.

Ci sono Cesare Butelli e Renato Schena, rispettivamente presidente e team manager biancoazzurri, i quali, amareggiati, sentenziano: «Fin dalla vigilia della partita c'era paura che potesse accadere qualcosa. Possiamo solamente dire che ci dispiace, non ci sono parole per ciò che è accaduto».

Lievi barlumi, come quello seppur tardivo del Bojio, rispetto a chi tace, non fa nulla e acconsente, in un calcio d'estate il quale è, purtroppo, identico a quello vero.

 

Editoriali 2009/2010