Stagione 2009/2010 - Nr.3


 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

GIOCHI DI RUOLO, CON VISTA SUL FUTURO

 

Logico e prevedibile. Come lo attendevamo. Il gioco delle parti. Ognuno con il suo ruolo. Per lo stadio 'Ennio Tardini' e per il suo futuro.

Il Comune di Parma, con il sindaco Pietro Vignali e uno dei suoi assessori competenti, Giorgio Aiello, titolare dei Lavori Pubblici, che, di fronte ad alcune migliaia di cittadini elettori, quali la maggior parte dei tifosi, qualche residente del quartiere e gli ambientalisti, concede, giustamente, una deroga che non gli costa nulla. Tranne un pizzico di rischio di responsabilitā, qualora stasera, in occasione della partita con il Catania, dovesse succedere, per caritā tocchiamoci gli attributi, una particolarissima emergenza, tipo un incendio o un terremoto, con la conseguente uscita convulsa e frenetica di migliaia di persone e la tragica collisione di alcune di esse, nel fuggi fuggi generale, con almeno uno dei sette alberi che la commissione di vigilanza ha chiesto di spostare o di abbattere agli ingressi di Tribuna Est (via Puccini) e del settore di Curva Sud (via Torelli) occupato dai sostenitori Crociati.

Il Parma Calcio, con il presidente Tommaso Ghirardi, il quale, davanti a una tifoseria innamorata della propria storica dimora, conferma quanto di buono lui, sin dal suo insediamento ducale, ha sempre sostenuto sull'impianto sportivo di piazzale Risorgimento, ferma restando l'esigenza futura del proprio 'club' (per non restare indietro con i tempi e, soprattutto, per essere al passo, in particolare dal 2010 in poi, con le altre societā di serie A) di ricevere risorse, magari senza esagerare con il business spinto, anche dalla struttura in cui gioca la propria squadra.

Il Questore di Parma, Gennaro Gallo, il quale da buon dipendente servitore dello Stato racconta come deve far rispettare le leggi sulla sicurezza negli stadi, non scritte e approvate da lui, in vigore giā da alcuni anni e su cui, a Parma, si č sorvolato per un tempo abbastanza lungo. Provvedimenti che lui, nella propria veste istituzionale, deve soltanto controllare vengano rispettati.

Il Prefetto di Parma, Paolo Scarpis, massima rappresentanza dello Stato sul territorio, al quale, rispetto a tutte le altre istituzioni, spetta la parola finale, togliendole, ognuna, dagli eventuali imbarazzi di decisioni impopolari.

Resta lo sguardo medio-lungo sull'avvenire, al di lā della legittima discussione attuale e contingente su sette alberi da spostare o abbattere: lo stadio 'Ennio Tardini' potrā in futuro, con gli adeguati interventi di adeguamento, rispondere a tutte le normative sulla sicurezza richieste dalla legislazione in vigore?

Se tutte le componenti la Comunitā Crociata, tifosi, Parma Calcio e Comune, tengono veramente, non solo a parole o a momentanei atti d'imperio, all'impianto sportivo di piazzale Risorgimento, dovrebbero, a nostro avviso, commissionare una progettualitā che dimostri questa sostenibilitā.

La sostenibilitā di un antico, bellissimo, affascinante stadio in centro cittadino, che risponde al tempo stesso alle regole di sicurezza e alle esigenze economiche del proprio 'club', magari ospitando centri di aggregazione, come il Museo del Parma costruito dai ricordi e dalle emozioni della sua gente.

Pensiamoci. E' con i progetti ampiamente condivisi, istituzioni in testa, che si combattono altre superiori volontā, mettendo in gioco, veramente, ogni attore.

Con le guerre di un istante, fini a se stesse, non si va da nessuna parte. Andiamo oltre il momentaneo scontro frontale, ormai fine a se stesso. Facciamo partecipare i protagonisti principali a un grande progetto di ristrutturazione del 'Tardini'. Invogliamo Parma Calcio e Comune a impegnarsi su questo fronte progettuale, superando il problema di quei sette alberi.

Editoriali 2009/2010