Logico
e prevedibile. Come lo
attendevamo. Il gioco delle
parti. Ognuno con il
suo ruolo.
Per lo
stadio 'Ennio Tardini' e
per il suo futuro.
Il Comune di Parma, con il sindaco Pietro Vignali e uno dei suoi assessori competenti, Giorgio Aiello, titolare dei Lavori Pubblici, che, di fronte ad alcune migliaia di cittadini elettori, quali la maggior parte dei tifosi, qualche residente del quartiere e gli ambientalisti, concede, giustamente, una deroga che non gli costa nulla. Tranne un pizzico di rischio di responsabilitā, qualora stasera, in occasione della partita con il Catania, dovesse succedere, per caritā tocchiamoci gli attributi, una particolarissima emergenza, tipo un incendio o un terremoto, con la conseguente uscita convulsa e frenetica di migliaia di persone e la tragica collisione di alcune di esse, nel fuggi fuggi generale, con almeno uno dei sette alberi che la commissione di vigilanza ha chiesto di spostare o di abbattere agli ingressi di Tribuna Est (via Puccini) e del settore di Curva Sud (via Torelli) occupato dai sostenitori Crociati.
Il
Parma Calcio, con il presidente
Tommaso Ghirardi, il quale,
davanti a una tifoseria
innamorata della propria storica
dimora,
conferma quanto di buono
lui, sin dal suo insediamento
ducale,
ha sempre sostenuto
sull'impianto sportivo di
piazzale Risorgimento, ferma
restando l'esigenza futura del
proprio 'club' (per non restare
indietro con i tempi e,
soprattutto, per essere al
passo, in particolare dal 2010
in poi, con le altre societā di
serie A) di ricevere risorse,
magari senza esagerare con il
business spinto, anche dalla
struttura in cui gioca la
propria squadra.
Il
Questore di Parma,
Gennaro
Gallo, il quale da buon
dipendente servitore dello Stato
racconta come deve far
rispettare le leggi sulla
sicurezza negli stadi, non
scritte e approvate da lui, in
vigore giā da alcuni anni e su
cui, a
Parma, si č sorvolato per
un tempo abbastanza lungo.
Provvedimenti che lui, nella
propria veste istituzionale,
deve soltanto controllare
vengano rispettati.
Il Prefetto di Parma, Paolo Scarpis, massima rappresentanza dello Stato sul territorio, al quale, rispetto a tutte le altre istituzioni, spetta la parola finale, togliendole, ognuna, dagli eventuali imbarazzi di decisioni impopolari.
Resta lo sguardo medio-lungo sull'avvenire, al di lā della legittima discussione attuale e contingente su sette alberi da spostare o abbattere: lo stadio 'Ennio Tardini' potrā in futuro, con gli adeguati interventi di adeguamento, rispondere a tutte le normative sulla sicurezza richieste dalla legislazione in vigore?
Se
tutte le componenti la
Comunitā
Crociata, tifosi, Parma Calcio e
Comune, tengono veramente, non
solo a parole o a momentanei
atti d'imperio, all'impianto
sportivo di piazzale
Risorgimento, dovrebbero, a
nostro avviso, commissionare una
progettualitā che dimostri
questa sostenibilitā.
La sostenibilitā di un antico, bellissimo, affascinante stadio in centro cittadino, che risponde al tempo stesso alle regole di sicurezza e alle esigenze economiche del proprio 'club', magari ospitando centri di aggregazione, come il Museo del Parma costruito dai ricordi e dalle emozioni della sua gente.
Pensiamoci.
E' con i progetti
ampiamente
condivisi, istituzioni in testa,
che si combattono altre
superiori volontā, mettendo in
gioco, veramente, ogni attore.
Con le guerre di un istante, fini a se stesse, non si va da nessuna parte. Andiamo oltre il momentaneo scontro frontale, ormai fine a se stesso. Facciamo partecipare i protagonisti principali a un grande progetto di ristrutturazione del 'Tardini'. Invogliamo Parma Calcio e Comune a impegnarsi su questo fronte progettuale, superando il problema di quei sette alberi.