Stagione 2009/2010 - Nr.29

 

IL SONNO MUSEALE DEL PARMA CALCIO

Sul progetto del Museo del 'club' il Parma Calcio dorme in piedi. Così pure la Fiorentina, dopo il Genoa, mette la freccia e lo sorpassa. Oltretutto lungo la medesima, speculare, linea metodologica di lavoro.

Avremmo la possibilità di stupire e di essere originali, nella costruzione della pinacoteca della nostra squadra di pallone, da realizzare non solo con i reperti dell'ufficialità, ma soprattutto con gli oggetti, i ricordi e le emozioni dei tifosi e della gente di Parma, ma rischiamo, seriamente, continuando a oziare, che qualcuno, anche in questa ingegnosità, arrivi prima di noi.

Le intenzioni, a parole, ci sono. Un primo passo di buona volontà era stato compiuto, riunendo attorno a un tavolo, su nostro stimolo, lo scorso dieci dicembre, alla vigilia della celebrazione del novantaseiesimo Compleanno del sodalizio calcistico, con la benedizione della sua proprietà e dei suoi dirigenti, quasi tutti i soggetti da coinvolgere, raccogliendo un interesse e un impegno unanimi e collettivi da ogni parte in causa. Ci si era lasciati con la responsabilità assunta da Mirco Levati, funzionario della società referente del progetto, di rivedersi dopo le vacanze natalizie, qualche settimana dopo, con l'inizio del nuovo anno, in gennaio.

Siamo a luglio, sei mesi dopo. Il filo di quel primo incontro sta ancora attendendo di essere ripreso e di venire imbastito, con passione, trasporto e desiderio. E dire che il massimo dirigente operativo, l'amministratore delegato Pietro Leonardi, da quei giorni di dicembre, in particolare da quel momento di festa all'Auditorium di Banca Monte Parma, comprese compiutamente, davanti a testimonianze e personaggi i quali hanno scritto questa avventura nata il sedici dicembre millenovecentotredici, il valore della storia del Parma Calcio, sintetizzato e condensato in Maglia e Bandiera Crociate, da allora da lui stimate a dovere.

Come Settore, nella seconda convocazione di quell'ambito collegiale e cooperativo, avremmo meglio chiarito, dopo la sua presentazione, a tutti i soggetti coinvolti, la funzione del sito Internet architettato e registrato, www.ilmuseodelparma.it, quale strumento di partenza, mezzo a disposizione della Comunità, gestito da tutti, in cui far confluire, virtualmente, ogni cimelio, fotografato o scannerizzato, e ogni ricordo, raccontato, della raccolta generale, per poi effettuare un'accurata selezione, attraverso esperti, commissioni e organismi, di quanto, più meritevole, sarebbe, quindi, in un secondo momento, stato posato nell'esposizione permanente, allo stadio 'Ennio Tardini'.

Un percorso strozzato sul nascere, purtroppo. Un discorso caduto nel vuoto, malgrado le esortazioni periodiche nei confronti del punto di riferimento battezzato dal 'club', il funzionario Levati, il quale, sollecitato, ha fornito e fornisce risposte imbarazzanti e molto pilatesche. Nei primi mesi dell'anno, come previsto dall'agenda, non era possibile incontrarsi, ci veniva da lui riferito, perché la squadra stava attraversando il lungo momento di crisi e i pensieri societari erano tutti lì convogliati. Come se il buon esito della progettualità museale dipendesse dall'andamento tecnico sul campo di giocatori e staff tecnico ... In primavera, a cammino ripreso e salvezza acquisita in anticipo, Mirco Levati, il quale si occupa delle relazioni esterne, presidenziali e istituzionali, ha confutato come sarebbe stato meglio rimandare alla fine del campionato, quando il clima è più rilassato e c'è più calma.

Un mese e mezzo è già trascorso. Siamo a luglio. E' tempo di vacanze, di abbonamenti, di Tessere del Tifoso, di raduno, di ritiri, di preparazione.

Ci rivedremo in settembre, se ci ritroveremo. Riparleremo del Museo, probabilmente, con il solito impegno irreale, astratto e illusorio del Parma Calcio, a ridosso dell'appuntamento che ricorda la data del sedici dicembre millenovecentotredici. Con un altro anno andato. Con il Centenario, il quale si avvicina. Con tanto tempo perso. Con gli altri 'club' i quali avanzano e fanno sentire orgogliose le proprie Comunità.

 

Editoriali 2009/2010