Stagione 2009/2010 - Nr.28

 

Mister Guidolin e Parma

 

GRAZIE DON, CI VEDREMO IN SALITA !!!

Mister Francesco Guidolin, stando a quanto confidato da lui nelle ultime ore, lascia Parma oggi, venerdì ventuno maggio.

Con il permesso, sembra, di non partecipare al rompete le righe, domenica mattina, nella sede dell'azienda patronale del Parma Calcio, a Carpenedolo.

Dopo aver salutato i dipendenti del 'club'.

Dopo aver preso parte, defilato, ma con il gruppo, alla presentazione dell'accordo biennale di sponsorizzazione con Navigare, dove ha assaggiato le ultime scaglie di parmigiano sul suolo di sua produzione.

Dopo aver abbracciato, per l'ultima volta, i suoi ragazzi nell'ormai tradizionale grigliata di fine stagione fuori dagli spogliatoi del Centro Sportivo di Collecchio.

Dopo essersi seduto, ieri pomeriggio, per l'estrema (magari momentanea, chissà, nell'esistenza di ognuno c'è spazio pure per i ritorni) occasione, su una panchina da allenatore Crociato, alla partita a favore della piccola Giorgia, organizzata in collaborazione con Onlus Live.

Se ne va da Parma così, discretamente. Con le dichiarazioni rilasciate, come promesso, soltanto dopo la gara di congedo, allo stadio 'Ennio Tardini', contro il Livorno. Con il suo stile, ma non come avrebbe voluto. Con più di un sogno abdicato e dimesso.

Senza esser potuto salire sul colle di Barbiano e, neppure, senza aver potuto portare la squadra, ancora una volta, in Cittadella, per il sommo amplesso con la Comunità Crociata.

Il primo evento non è stato supportato a dovere come avrebbe meritato. Il secondo ha subito strani intralci, perché "l'impraticabilità dei campi" della fortezza farnesiana sa molto di scusa.

Le valigie, stamane, sono pronte per partire verso Castelfranco Veneto, allontanandosi dal Ducato da uomo il quale se ne è innamorato e da professionista il quale credeva vi fosse l'humus perfetto per applicare una propria idea calcistica a medio-lungo termine in sintonia con la società sportiva.

Qui, però, i vertici del 'club' hanno deciso e annunciato come la durevole progettualità debba prescindere dai vincoli temporali con gli allenatori (d'ora in avanti se ne faranno solo annuali e poco onerosi).

Guidolin parte da una Parma conosciuta come l'aveva accarezzata da bambino e da ragazzo. "Quando accompagnavo sui vostri colli a comprare prosciutti favolosi mio padre, il quale lavorava nel settore alimentare. Questa terra, allora, da giovane, avvertivo avesse il sapore della famiglia. Uno spirito, un mordente e un ambiente che ho riscontrato vivendola per quasi due anni come allenatore della sua squadra di pallone" - ci ha confessato sabato sera, quando gli è stata consegnata la Crociata di 'Una Bandiera per Amica', vigilia del saluto comunitario all'indomani, sul campo di piazzale Risorgimento.

Grazie, mister ciclista. La salita continua, pur in gruppi diversi. Parma, esattamente come lei, ha gambe forti e sa usare i rapporti più adatti, i quali, con la sua professionalità, ha oliato per diciannove mesi.

Sarà la strada, come sempre, a decretare i verdetti. Con serenità. Il sorriso felice del vincitore, quello a denti stretti del vinto. Da uomini di sport, i quali sanno apprezzare i valori della vita, Don Francesco.

 

Editoriali 2009/2010