Stagione 2009/2010 - Nr.27

 

UN MISTER PER PARMA

I rarissimi spregiatori, all'interno della Comunità Crociata, di mister Francesco Guidolin, supremo uomo e competente allenatore del Parma Calcio, volendo individuare in lui, per forza e chissà perché, difetti da cavalcare e gonfiare nella piazza per montargli una vulgata contro, dai salotti televisivi locali, tutti, alcuno escluso(il riferimento, per evitare equivoci, è a ogni trasmissione non a ognuno dei suoi presentatori o commentatori), ne avevano inventati due.

Il primo peccato sottolineato dai pochissimi detrattori del tecnico di Castelfranco Veneto era caratteriale, di uomo poco avvezzo a frequentare la città, a creare feeling con essa, a partecipare alle feste dei Parma Club.

Come se non bastasse l'aver riportato, dopo anni, la squadra in Cittadella in due circostanze, quando si è potuto, perché nella fortezza farnesiana di oggi, non essendoci alcun campo da gioco a disposizione e in condizioni, si può solo correre e fare esercizi, l'immersione personale, nel proprio tempo libero, in compagnia della moglie, nei parchi cittadini, l'organizzazione della scalata al Passo Cisa con i cicloamatori per festeggiare la promozione in serie A, l'idea di una biciclettata meno competitiva e più semplice sul colle di Barbiano per celebrare la tranquilla salvezza raggiunta, le continue attestazioni di stima e simpatie reciproche con i parmigiani, l'ultima difesa dello stadio 'Ennio Tardini', quale fosse uno di noi, da alcuni irrispettosi sostenitori romanisti seduti in Tribuna Petitot sabato scorso.

A smontare questa tesi c'è voluto molto poco. Ci sono i fatti, come testimonia la breve galleria di immagini che linkiamo a margine.

Non avendo fatto presa con il primo tentativo, i pochissimi suoi denigratori hanno dovuto concepire una seconda lacuna di Guidolin. Stavolta tecnica, di campo. A loro avviso non sarebbe l'allenatore adatto per il Progetto Parma, il quale si prefigge di originare campioni, di far crescere giovani. Tempo poche ore ed è stato Jonathan Biabiany, il promettente attaccante francese Under 21, a scomporre la nuova teoria sprezzante, dichiarando:Secondo me Guidolin è bravissimo, perché ci sistema bene sul campo e ci prepara molto bene alle partite. Da quando sono arrivato a Parma, personalmente, ho imparato tanto".

Era un mese fa. Trenta giorni dopo, ieri, da alcuni opinionisti solitamente ben informati ospitati in tutti i salotti televisivi autoctoni, é scattata la terza mossa, quella che dovrebbe esser fatale: far capire alla Comunità Crociata che é mister Francesco Guidolin a volersene andare. Strano, perché il diretto interessato aveva appena rimarcato:"Penso proprio di rimanere. A Parma c'è un presidente giovane che ha voglia di fare, una direzione tecnica che sa il fatto suo e una piazza che ti fa lavorare".

Un movimento strategico il cui terreno è stato magicamente preparato dalla puntuale dichiarazione televisiva nazionale pomeridiana del presidente Tommaso Ghirardi:"Ho confermato Guidolin pubblicamente due mesi fa, e privatamente due o tre settimane fa, ma continuo a leggere sui giornali che andrà via. Se così sarà, me lo verrà a dire, ma per me è ancora lui l'allenatore del Parma. Abbiamo un contratto con Guidolin per un altro anno, e solo un matto potrebbe cambiare un allenatore che ha vinto il campionato di Serie B e ha portato poi la squadra al nono posto in Serie A. Ma bisogna andare d'accordo in due, perciò vedremo se l'allenatore manifesterà la volontà di cambiare: solo allora mi riterrei libero di valutare i suoi possibili successori".

Il gioco delle parti prosegue, ancora per poco, perché la stagione è agli sgoccioli, mentre continuiamo a osservare, come avevamo anticipato in tempi non sospetti, un film già visto qui nel Ducato, nell'annata agonistica 2003/2004 con Claudio Cesare Prandelli.

La speranza della città di Parma è che, stavolta, il finale sia diverso.

MISTER FRANCESCO GUIDOLIN E PARMA

 

Editoriali 2009/2010