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Stagione 2009/2010 - Nr.18
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UNA QUALITÀ DI LEONARDI: SAPER RETROCEDERE
Di Pietro Leonardi, amministratore delegato del Parma Calcio da pochi mesi, si ammirano molte peculiarità, fra le quali quella di saper ammettere, con le parole e con i fatti, quando e dove sbaglia. Errori dovuti alle proprie mancanze, diciamo, caratteriali, di uomo "scomodo", come ama definirsi. Di persona la quale, a caldo, spesso, in buona fede, per il bene comune, non riesce a trattenersi, rischiando, però, così facendo, di rovinare legami. Avere la padronanza di retrocedere per recuperare corrispondenze é un gran pregio. Lo aveva fatto, nei nostri confronti in particolare, a inizio stagione per la questione della Maglia Crociata. Si è ripetuto lunedì sera, quando, dopo ventiquattro ore, ha chiesto scusa all'intera Comunità, a reti televisive unificate, convocando per una conferenza esclusivamente le tre emittenti tv locali, la web tv del 'club' e Radio Bruno, sua testata radiofonica ufficiale, per un passaggio soltanto (giustamente) del suo sfogo della domenica nell'immediato seguito della gara con la Lazio. L'unico da noi ritenuto inopportuno e grave, riguardante più la forma che la sostanza, quello della sfida generica a tutti i tifosi che popolano lo stadio 'Ennio Tardini', eccetto gli ultras, a riconsegnargli l'abbonamento, correndo il rischio di dividere l'ambiente e di generare, nella maggioranza, antipatia verso chi gestisce la società calcistica cittadina. Facendo ammenda, l'ad poteva, a nostro avviso (non é una critica, ma una constatazione), anche schivare il riferimento ai possessori delle tessere omaggio, non certo perché vogliamo difenderli (anzi, tutt'altro, lungi da noi), semplicemente perché quei pochi e ingrati mugugni (con incorporato l'abbandono anzitempo degli spalti), i quali si sono sentiti domenica sono arrivati da veri sostenitori del Parma Calcio, abbonati un po' in tutti i settori dell'impianto sportivo di piazzale Risorgimento, anche nella stessa Curva Nord, come ha testimoniato un video pubblicato dal 'blog' amico dei Pacimù. Per questo motivo Leonardi ha fatto bene, come avevamo sottolineato, condannando solo il suo modo non appropriato, a rimproverarli. Cercando di correggere ed educare, dal punto di vista dell'affetto sportivo, il nostro pubblico nel rispetto e nella tutela della squadra per la quale si tifa, di cui si deve essere amici soprattutto quando essa è in difficoltà non per suo disimpegno ma per oggettive altre ragioni (condizioni atletiche, forza dell'avversario, arbitraggio politicamente indirizzato). Sentire, poi, parlare, il massimo dirigente esecutivo del nostro 'club', con attenzione, di "mantenimento delle tradizioni di Parma: la maglia di un certo tipo; lo stadio Tardini; lo stile inglese", alletta sempre. |
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