La
vera battaglia a difesa dello
stadio 'Ennio Tardini' deve
ancora iniziare. Per tutti
coloro i quali vogliono
arruolarsi nell'esercito dei
suoi strenui difensori, si
avvicina l'ora della loro
organizzazione in un fronte
comune.
Non ci eravamo illusi, qualche settimana fa, quando il consiglio comunale approvò, all'unanimità, l'ordine del giorno a sostegno della candidatura di Parma a essere una delle sedi degli Europei di calcio 2016 qualora la manifestazione venga assegnata all'Italia, correlata da un progetto preliminare di ristrutturazione dell'impianto sportivo, presentato dal Parma Calcio alla Federazione Italiana Gioco Calcio, dal costo complessivo di quaranta milioni di Euro. Non avevamo cantato vittoria. Troppo facile. Troppo semplice. Troppo ingenuo. Avevamo, maliziosamente, immaginato si trattasse di uno specchio per le allodole, pronti a cospargerci il capo di cenere se saremmo stati troppo dietrologi.
Non ci eravamo sbagliati. Il confronto é solo ai preliminari. E', finalmente, emerso ieri sera, quando l'attuale amministrazione comunale di Parma, ha finito di nascondersi e ha gettato la maschera con la quale copriva il proprio pensiero in merito: é per uno spostamento della struttura.
Lo ha sostenuto, con entusiasmo, a 'Parma Europa', il talk show di Teleducato, il vice sindaco Paolo Buzzi, il quale ha indicato come la delocalizzazione del 'Tardini', magari a "Moletolo, a Baganzola oppure a Fognano", sia la soluzione ideale.
L'unico ostacolo che blocca questa operazione, ha riferito il numero due del Municipio, è il suo costo economico, il quale si aggirerebbe tra i 70 e i 100 milioni di Euro. Una cifra la quale, in questo momento, ha sottolineato Buzzi, l'ente comunale non è in grado di reperire tra le proprie risorse. A meno che non ci sia l'intervento di un soggetto privato.
Il vicesindaco, affiancato dagli assessori Roberto Ghiretti (Attività Sportive) e Giorgio Aiello (Lavori Pubblici), nel salotto televisivo locale più influente, ha anche scandito un'altra certezza, sfatando, una volta per tutte, una leggenda metropolitana: l'area di piazzale Risorgimento, nel Quartiere Cittadella, su cui sorge l'impianto a noi caro, non ha una destinazione d'uso vincolata dal testamento dell'avvocato Ennio Tardini a un utilizzo sportivo. In sostanza, ci si potrebbe costruire, compiendo un'autentica speculazione edilizia.
Eventualità, tuttavia, subito sgombrata dalla triade degli amministratori, capeggiati da Paolo Buzzi, la quale ha illustrato come, nel caso di un trasferimento dello stadio, lì verrebbe fatto fiorire un parco, prosecuzione con quello attiguo di via Puccini.
A sostenere la tesi del Parma Calcio (il quale vuole rivisitare lo stadio che ha in gestione ancora per vent'anni, ma che presto potrebbe diventare di sua proprietà se giungerà a compimento la legge in approvazione) e dei suoi tifosi, ieri sera, è andato in onda un bel servizio confezionato, nella circostanza, dal giornalista di Teleducato, Michele Angella, il quale, anche per passione personale, è molto documentato in materia, sulle esperienze positive, in vari Paesi europei, in Inghilterra in primis, degli stadi incastonati nei quartieri cittadini.
Un assunto fatto proprio, nelle ore precedenti, pure da Pietro Adrasto Ferraguti, ieri sera arbitro del dibattito, direttore dell'emittente televisiva nella cui proprietà figura il costruttore Paolo Pizzarotti.
Che il Comune, vice sindaco Buzzi in testa, in questa partita, stia rimanendo solo?