Stagione 2009/2010 - Nr.12


 

UN PRESIDENTE PERSPICACE E PENETRANTE

 

Il rispetto del presidente del Parma Calcio, Tommaso Ghirardi, nei confronti della storia del 'club' che acquistò quasi tre anni fa, nel gennaio duemilasette, ormai è compiuto. Già in un recente passato aveva espresso, più o meno velatamente, parole importanti per i suoi due principali simboli, lo stadio 'Ennio Tardini' e la Maglia Crociata. Dopo quelle formulazioni schermate, si attendevano, tuttavia, i fatti o, perlomeno, prese di posizione decise e risolute nel merito. Il compimento è stato adempiuto questa settimana, nel breve volger di tre giorni. Mercoledì nei riguardi dell'impianto sportivo di piazzale Risorgimento, assicurandone, da parte presidenziale, l'operatività, quale dimora della nostra squadra "fino al 2025, ossia fino a quando l'avremo in gestione come società". Si tratta, è vero, di discorsi, ma l'espressione proferita è di quelle che valgono, che pesano come un macigno, che costituiscono un determinante punto fermo nell'ambito di un dibattito ancora aperto. Piacevoli concreti riscontri, intanto, da questa stagione, eccetto una rara eccezione, quell'incidente di percorso occorso nella partita casalinga contro il Siena, corrispondono nell'utilizzo dell'originaria casacca dal 16 dicembre 1913, quando nacque la prima compagine di pallone battezzata con il nome della città di Parma. Una volontà che Ghirardi ha ribadito ieri, venerdì, a settantadue ore di distanza dalla dichiarazione sul 'Tardini', a proposito interpellato, durante una video intervista on line, da chi vuole il ritorno di una divisa antistorica, creata dalla Parmalat di Calisto Tanzi, utilizzata soltanto in sei annate agonistiche. "Mah, qui c'è una querelle che continua, perché ogni gruppo di tifosi ha i gusti diversi. Io so che la maggior parte dei tifosi son legati alla Maglia Crociata perché - ha rimarcato un Tommaso Ghirardi sempre più folgorato dalle tradizioni calcistiche ducali - è la maglia storica del Parma. Credo che ormai la linea sia quella di mantenere questa maglia, anche se anche quest'anno stesso abbiamo fatto una maglia a righe gialloblu che richiama le simpatie di altri gruppi di tifosi. Però la maglia storica è la Maglia Crociata, e perciò la nostra linea è quella di mantenere la storia, che è anche una storia importante". Una decisione elaborata ed esternata dopo un'attenta lettura dei libri che raccontano novantasei anni di esistenza del sodalizio calcistico di cui ha voluto essere appassionato e illuminato proprietario. Testi che riportano verità conosciute da chi le ha vissute in prima persona e apprese dalle giovani generazioni le quali non hanno avuto il piacere di assaporarle. Volumi che fissano la storia con i dati anziché interpretarla con strani sproloqui o bizzarre dissertazioni. Scorrendoli, pur soltanto osservando le immagini, il saldo è presto fatto. In 68 stagioni è stata utilizzata la Maglia Crociata, in 15 una casacca bianca (quella con spallini gialloblu voluta dal dirigente Riccardo Sogliano, indossata per 10 annate, dalla 1983/1984 alla 1992/1993 compresa; quella bianco latte con una banda gialloblu lungo la manica che è durata 2 stagioni, dalla 1993/1994 alla 1994/1995 compresa; quella bianca con eccentrico motivo gialloblu sulle spalle della Puma durata 2 stagioni, dalla 1995/1996 alla 1996/1997 compresa; quella bianca con inserto blu sui fianchi della Puma durata 1 stagione, la 1997/1998), in 9 stagioni e 5 mesi una gialloblu (qui sono incluse quella a scacchi gialloblu con scudetto ovale biancocrociato che è durata 5 mesi dal 27 luglio al 16 dicembre 1913, se la si vuole considerare, benché non del Parma ma del Verdi Fbc; quella a strisce verticali gialloblu che è durata 3 stagioni, la 1951/1952, la 1952/1953 e la 1957/1958; quella gialloblu a strisce orizzontali che è durata 6 stagioni, dalla 1998/1999 alla 2003/2004 compresa), in 4 una blu (con maniche gialle che è durata dalla 1953/1954 alla 1956/1957 compresa). Il nostro presidente, il quale è sveglio, attento e vigile, accantonando eventuali gusti cromatici personali, ha inteso, colto, intuito e afferrato.

Editoriali 2009/2010