Il
rispetto del
presidente del
Parma
Calcio, Tommaso Ghirardi,
nei confronti della storia
del 'club' che acquistò
quasi tre anni fa, nel gennaio
duemilasette, ormai è
compiuto. Già in un recente
passato aveva espresso, più o
meno velatamente, parole
importanti per i suoi due
principali simboli, lo
stadio 'Ennio Tardini' e la
Maglia Crociata. Dopo quelle
formulazioni schermate,
si attendevano, tuttavia, i
fatti o, perlomeno, prese di
posizione decise e risolute nel
merito. Il compimento è
stato adempiuto questa
settimana, nel breve volger
di tre giorni.
Mercoledì nei riguardi
dell'impianto sportivo di
piazzale Risorgimento,
assicurandone, da parte
presidenziale, l'operatività,
quale dimora della nostra
squadra "fino al 2025, ossia
fino a quando l'avremo in
gestione come società".
Si tratta, è vero, di
discorsi, ma l'espressione
proferita è di quelle che
valgono, che pesano come un
macigno, che costituiscono un
determinante punto fermo
nell'ambito di un dibattito
ancora aperto. Piacevoli
concreti riscontri,
intanto, da questa stagione,
eccetto una rara eccezione,
quell'incidente di percorso
occorso nella partita casalinga
contro il Siena,
corrispondono nell'utilizzo
dell'originaria casacca
dal
16 dicembre 1913, quando
nacque la prima compagine di
pallone battezzata con il nome
della città di
Parma. Una volontà che
Ghirardi ha ribadito ieri,
venerdì, a settantadue ore di
distanza dalla dichiarazione sul
'Tardini', a proposito
interpellato, durante una video
intervista on line, da
chi vuole il ritorno di
una divisa antistorica, creata
dalla Parmalat di Calisto Tanzi,
utilizzata soltanto in sei
annate agonistiche.
"Mah, qui c'è una querelle
che continua, perché ogni gruppo
di tifosi ha i gusti diversi. Io
so che la maggior parte dei
tifosi son legati alla Maglia
Crociata perché -
ha rimarcato un Tommaso Ghirardi
sempre più folgorato dalle
tradizioni calcistiche ducali
- è la maglia storica del
Parma. Credo che ormai la linea
sia quella di mantenere questa
maglia,
anche se anche quest'anno stesso
abbiamo fatto una maglia a righe
gialloblu
che richiama le
simpatie di altri gruppi di
tifosi. Però la maglia storica è
la Maglia Crociata, e perciò la
nostra linea è quella di
mantenere la storia, che è anche
una storia importante". Una
decisione elaborata
ed esternata dopo un'attenta
lettura dei libri
che raccontano
novantasei anni di esistenza del
sodalizio calcistico di cui
ha voluto essere appassionato
e illuminato
proprietario. Testi che
riportano verità conosciute
da chi le ha vissute in prima
persona e apprese dalle giovani
generazioni le quali non hanno
avuto il piacere di assaporarle.
Volumi che fissano la storia con
i dati anziché
interpretarla con strani
sproloqui o bizzarre
dissertazioni. Scorrendoli, pur
soltanto osservando le immagini,
il saldo è presto fatto. In
68 stagioni è stata
utilizzata la Maglia Crociata,
in 15 una casacca
bianca (quella con
spallini gialloblu voluta
dal dirigente Riccardo Sogliano,
indossata per 10 annate, dalla
1983/1984 alla 1992/1993
compresa; quella bianco latte
con una banda gialloblu lungo la
manica che è durata 2 stagioni,
dalla 1993/1994 alla 1994/1995
compresa; quella bianca con
eccentrico motivo gialloblu
sulle spalle della Puma durata 2
stagioni, dalla 1995/1996 alla
1996/1997 compresa; quella
bianca con inserto blu sui
fianchi della Puma durata 1
stagione, la 1997/1998), in 9
stagioni e 5 mesi una
gialloblu (qui sono incluse
quella a scacchi gialloblu con
scudetto ovale biancocrociato
che è durata 5 mesi dal 27
luglio al 16 dicembre 1913, se
la si vuole
considerare, benché non del
Parma ma del Verdi Fbc; quella a
strisce verticali gialloblu che
è durata 3 stagioni, la
1951/1952, la 1952/1953 e la
1957/1958; quella
gialloblu a strisce orizzontali
che è
durata 6 stagioni,
dalla 1998/1999 alla 2003/2004
compresa), in 4 una
blu (con maniche gialle che
è durata dalla 1953/1954 alla
1956/1957 compresa). Il
nostro presidente, il quale
è sveglio, attento e
vigile, accantonando
eventuali gusti cromatici
personali, ha inteso, colto,
intuito e afferrato.