Pietro
Leonardi conquista il
Parma
Calcio. Con la sua
promozione
da direttore generale ad
amministratore
delegato
"per l'ordinaria
amministrazione",
perpetrata dal consiglio di
amministrazione della società
Crociata riunitosi nella
mattinata di ieri, giovedì
quindici ottobre. Significa che
da oggi, pur
non essendo il proprietario
del 'club', il dirigente di
origini romane,
può utilizzarne le
risorse,
quotidianamente,
come meglio crede
sia opportuno. Avendone ricevuto
nelle proprie mani, i cordoni
della borsa, rappresentati
dal potere di gestione della
liquidità. Avendo recepito, per esempio, la facoltà di firma sugli
assegni e l'autorità di
relazionarsi, come massimo
rappresentante del nostro
sodalizio calcistico, con gli
istituti di credito.
L'organizzazione intera
del Parma Calcio,
adesso,
transita
davvero da lui,
il quale, in pochi mesi, ha
evidentemente
convinto
il presidente
Tommaso Ghirardi,
maggior
azionista,
delle proprie
capacità di movimento,
non solo nell'ambito del
calciomercato, ma dell'intero
contesto pallonaro italico.
Non possono
esserci altre spiegazioni
a questo suo determinante
avanzamento, a
meno che
non si faccia
spicciola
dietrologia
e si pensi che dietro a esso si
nasconda un prossimo, ennesimo,
stravolgimento della
composizione della proprietà e
che Leonardi rappresenti
un'altra, nuova, entità. La sua
nomina è parallela all'uscita di
scena, per
dimissioni personali,
dopo soli dieci mesi (era
assurto all'incarico nei giorni
successivi lo scorso Natale,
quando si verificò
il penultimo, in ordine
temporale, cambiamento
nell'azionariato societario,
poi assestatosi dopo due
settimane), del
vice presidente Giovanni Schinelli, uomo di fiducia della
famiglia Pasotti-Ghirardi, quale
direttore generale e
amministratore delegato di tutta
la galassia del gruppo Leonessa,
e anche del presidente ed ex
commissario straordinario di
Parmalat Enrico Bondi. Per
rimpiazzare il suo congedo, si è
aggiunto un
posto a tavola,
in modo da consentire,
probabilmente, l'attribuzione
dei poteri a Leonardi, perché
nel cda si registra un altro
ingresso, quello della
sorella di Tommaso, Susanna
Ghirardi, negli ultimi tempi
sempre più vicina alle gesta
della squadra e partecipe alla
vita cittadina parmigiana.
Attorno al
tavolo consigliare Crociato
così, ora, ci sono
otto persone, anziché
sette.
Con un'altra novità, ratificata
ieri dal consiglio: la
vice presidenza,
carica poco operativa, ascritta
a
Diego Penocchio,
industriale bresciano
dell'acciaio, già presente
in
Brixia Incipit e
titolare, da gennaio, di una
quota tutta sua del club' che vale il 5%.
Questa sua investitura dovrebbe
essere una sorta di
gratificazione e riconoscimento
per la passione e la dedizione
dimostrata
nei confronti della
Maglia e della Causa,
traducibile, nei fatti, in una
sua onnipresenza sia dietro
le quinte che a tutti gli
appuntamenti, di qualsiasi
genere, sportivo, agonistico e
non, del Parma Calcio. Senza
volerne, assolutamente, a Penocchio, per
inviare un segnale
politico-diplomatico
nei confronti della
Comunità Crociata
si sarebbe potuto
designare vice presidente
Marco Ferrari, giovane e
storico tifoso, con trascorsi da
sostenitore di
Curva
Nord, uno dei due parmigiani
in seno al consiglio
d'amministrazione (l'altro é
l'esponente di Banca Monte,
Arturo Balestrieri),
detentore,
pure lui da gennaio, di una
quota identica (5%) del 'club'.
Istituendo,
magari, per non far torto a
nessuno, un
simbolico tandem
Ferrari-Penocchio
alla vice presidenza.
Il nuovo consiglio d'amministrazione - Presidente: Tommaso Ghirardi. Vice Presidente: Diego Penocchio. Amministratore Delegato: Pietro Leonardi. Consiglieri: Arturo Balestrieri, Marco Ferrari, Susanna Ghirardi, Ottavio Martini e Andrea Zaglio.
L'invariata composizione societaria di Eventi Sportivi, socio unico del Parma Calcio: 75% famiglia Pasotti-Ghirardi, 10% Banca Monte Parma, 5% Brixia Incipit, 5% Diego Penocchio-Gruppo Ormis, 5% Marco Ferrari.