Avanza,
al
Parma Calcio, il 'Progetto
Ghirardi'. Dopo venti mesi
dall'insediamento della nuova
proprietà e del presidente di
cui questo programma sportivo
porta il nome, i risultati sono
sotto gli occhi di tutti.
Snoccioliamoli. In rapida
successione. Sono fatti e dati
che scatenano batticuori e
palpitanti emozioni. Una
miracolosa quanto trionfale
salvezza nella massima
categoria. Un'amara
e cocente retrocessione nel
torneo cadetto. Un
imbarazzante avvio di serie B
con una vittoria, due sconfitte
e tre pareggi raccolti dalla
squadra sulla carta più forte
della competizione. Quattro
allenatori esonerati (Pioli,
Di
Carlo, Cuper e
Cagni). Cinque
assunti (Ranieri, Di Carlo,
Cuper, Cagni e Guidolin). Uno
(Ranieri), il quale ha
ringraziato, dopo averci
salvato, per avergli dato
l'opportunità di tornare nel
calcio italiano, ma che, negli
ambienti che contano, sembra non
faccia una buona pubblicità, in
termini di qualità umane e
capacità di tessere rapporti
interpersonali, di Tommaso
Ghirardi, con cui il reciproco
cordiale congedo, nell'estate
duemilasette, forse era soltanto
una questione di facciata. Che
il tecnico passato alla Juventus
sia rimasto deluso della parca
consistenza, dopo la sua firma
contrattuale 'in bianco',
dell'assegno staccatogli dal
presidente Crociato? A proposito
di soldi ... gli investimenti al calciomercato non sono stati
esorbitanti, ma alcuni
sfavilllanti colpi si sono
registrati, dopo lo scempio per
non essersi sacrificati nel
mantenere il talento di Giuseppe
Rossi.
Sono arrivati,
soprattutto, il campione a fine
carriera Cristiano Lucarelli e,
grande e redditizio affare, in
comproprietà, il campioncino di
scuola Milan, Alberto Paloschi.
Lo sforzo economico, però, c'è
stato, pur lasciando andare in
prestito i prodotti del vivaio
Luca Cigarini e
Daniele Dessena, conservando
una rosa di primissimo livello
per la 'cadetteria'. Una prova
non da poco,
costata lacrime e
sangue, come annunciato a
giugno. E poi... E poi c'è la
sconfinata passione, generatrice
di entusiasmo, che il buon
Tommaso immette, cercando sempre
il meglio e i migliori
protagonisti per il Parma Calcio
e la sua
Maglia Crociata. Ieri, alla
presentazione di Francesco
Guidolin, un altro fior fiore
della 'elite' pallonara, giunto
nel
Ducato grazie al suo
impegno, ha confidato, un po'
seccato, di essersi stancato,
dopo averci messo "buona
volontà, tante risorse e,
soprattutto, la faccia". Ha
ribadito "con molta stima e
rispetto per tutti", come in
questo periodo "sia mancato
un po' di rispetto nei miei
confronti, con una critica
forsennata e forse anche poco
logica, perché penso di aver
risanato una società, aver fatto
investimenti, aver rinforzato
una squadra dopo una
retrocessione che credo non sia
mai successo nella storia del
calcio". Ha concluso,
Tommaso Ghirardi, che ora, per
qualche settimana, vorrebbe
esser lasciato tranquillo,
"per fare un po' il tifoso".
Ecco, il sostenitore. Chissà che
l'ennesima tappa del progetto
battezzato con il suo nome non
gli abbia, finalmente, in mezzo
ancora a tanta vanità, fatto
comprendere il ruolo che deve
recitare. Quello del
proprietario appassionato. Che
ci mette i soldi. Che compie le
scelte strategiche, ma con una
filosofia adatta all'ambiente in
cui si è insediato. Che
controlla il suo patrimonio,
senza dimenticare come
da quasi
un secolo questo appartiene, non
solo idealmente, a
una Comunità
da coinvolgere e render
partecipe, stabilendo con essa
un filo diretto.
Che
sappia muoversi con discrezione
e stile, distinguendosi per
moralità, valori e condotta,
senza professare le liturgie tipiche
del mondo del calcio moderno.
Che decentri quasi tutte le facoltà
societarie, senza monopolizzarle
nelle proprie mani: è degli illuminati esercitare
il potere a distanza, lasciando
libertà d'azione, senza
pressanti condizionamenti, alle proprie
dipendenze. A qualsiasi livello.
A Parma, in ogni disciplina
sportiva, nel calcio in
particolare, le pianificazioni
hanno avuto successo se hanno
praticato questi metodi. E'
sempre stato il nostro segreto
vincente. Quante volte lo
abbiamo ripetuto !!! Il
'Progetto Ghirardi' sognavamo e
pensavamo,
al momento del suo
avviamento,
avesse queste caratteristiche.
Non è mai troppo tardi ... A Francesco Guidolin
un sincero "in bocca al
lupo".