Stagione 2008/2009 - Nr.18

 

IL 'TARDINI'

NON SI SPOSTA E NON SI PROSTITUISCE

 

'TARDINI', IL PREFETTO RIMUOVE GLI IMBARAZZI 

"Lo stadio 'Tardini' è da spostare". La frase risuona oggi dalle pagine del giornale confindustriale cittadino, la 'Gazzetta di Parma', con toni imperativi, avendola pronunciata il massimo rappresentante dello Stato nella nostra Comunità.

A conclusione del vertice svoltosi ieri, martedì dieci giugno duemilanove, in Prefettura, tra amministratori comunali, dirigenti del Parma Calcio e funzionari della Questura, sugli interventi da adottare per la sicurezza dentro e attorno all'impianto di piazzale Risorgimento, in vista della prossima stagione agonistica di serie A, il monito viene recapitato in esclusiva alla collettività tramite il quotidiano di proprietà dei costruttori, in particolare del loro capofila, Paolo Pizzarotti, il quale, con la società Sviluppi Immobiliari Parmensi (compartecipata assieme alla CoopSette di Reggio Emilia), è proprietario di una vasta area in zona Fiera (330 mila metri quadrati), indicata sovente da chi è vicino ai 'poteri forti' locali come zona ideale su cui insediare il nuovo stadio parmigiano per il gioco del pallone.

"Lo stadio 'Tardini' è da spostare". Nessuno aveva ancora avuto il coraggio di proferire l'esortazione, dal piedistallo della propria elevata autorità, se non qualche assessore allo sport (ma quanto conta un titolare di un assessorato sulle decisioni finali, soprattutto se così determinanti?), in modo così sibillino e assolutistico .

Non si é mai espresso chiaramente il sindaco, Pietro Vignali, il quale, tuttavia, prima o poi, una responsabilità politica a proposito dovrà assumere, con una specifica scelta urbanistica, insieme all'amministrazione comunale che guida, coordina e sovrintende.

A togliere il coperchio delle esitazioni, a evitare scomodi imbarazzi altrui nei confronti di una larga fetta di cittadini elettori, costituita dal popolo dei tifosi Crociati, ci ha pensato, dall'alto della propria carica istituzionale, il sommo esponente dello Stato sul territorio, con le motivazioni della garanzia dell'ordine pubblico.

Lui, il prefetto Paolo Scarpis, il quale non lesina audacia, fermezza e risolutezza nelle questioni più spinose e scottanti.

Come quando, pochi mesi fa, ha relegato, definendoli "solo sparate", gli annunci dello scrittore Roberto Saviano sulle infiltrazioni della Camorra a Parma. Contraddetto immediatamente da Silverio Piro, responsabile della Direzione distrettuale antimafia emiliana, il quale dichiarò:" ... è fin troppo evidente come Parma sia stata e sia interessata da organizzazioni camorriste. La Dda di Bologna e quella di Napoli hanno indagini aperte di cui, ovviamente, non si può parlare. Ma dire che Parma é fuori è un'assurdità ... "

 

Editoriali 2008/2009