Stagione 2007/2008 - Nr.19

LACRIME E SANGUE

 

Che la serie B fosse dura, sul campo da gioco e nei bilanci, lo sapevamo.

A sottolinearcelo con insistenza e a farcelo presente, affinché non lo dimentichino tutti, tifosi, giocatori e opinione pubblica, ci sta pensando, in questi giorni, il presidente della nostra squadra, Tommaso Ghirardi, uscito dal letargo di Carpenedolo durato una decina di giorni all'indomani della cocente retrocessione.   

Le sue prime esternazioni, proferite in rapida successione, sono condite con lacrime e sangue.

Sulle pagine sportive della Gazzetta di Parma in un intervista esclusiva pubblicata domenica scorsa ha confermato il danno finanziario del fallimento sportivo che porta la sua firma, tramutabile in una ventina di milioni di euro. Una perdita che - ha annunciato - avrà inevitabili ripercussioni, traducibili nel ritiro pre-campionato immersi nell'afa di Collecchio, ufficializzato martedì alla presentazione del nuovo tecnico Luigi 'Gigi' Cagni, e nel possibile taglio di una trentina di dipendenti della società, paventato, intervenendo in un dibattito sui diritti televisivi a Bologna, ventiquattro ore dopo, ieri, nel medesimo giorno in cui col petto gonfio ha comunicato che il bomber di fama mondiale, dall'ingaggio sopra le media, Cristiano Lucarelli, rimarrà in Maglia Crociata anche nella 'cadetteria'.

Insomma, la stagione della rinascita e della riscossa é cominciata con una lunga serie di piagnistei da parte del condottiero della rivincita e del riscatto.

Un metodo davvero singolare per predicare spirito di sacrificio e umiltà e per infondere carica ed entusiasmo a tutto l'ambiente.

Un modo sicuramente efficace per far insorgere dubbi e interrogativi sulle capacità gestionali di Tommaso Ghirardi e, soprattutto, sulla volontà, da parte della sua famiglia, di investire nel progetto sportivo che risponde al nome di Parma Calcio.

Specifichiamo meglio.

Primo aspetto, le attitudini di responsabilità, coordinazione e 'management' di una società di pallone professionistica. Dato per assodato che non vi saranno più gli introiti derivanti dai diritti televisivi e altre entrate, ha senso risparmiare, ci mancherebbe, ma la parsimonia sia ben calibrata, non la si faccia ricadere sulla carta igienica, ossia su elementi basilari, bensì su lussi di cui si può fare a meno (il riferimento non é all'emolumento di Lucarelli). Così come nel ventilato taglio dei collaboratori, dolorosa scelta che ha pure una ricaduta sociale (che bello sarebbe che i responsabili della retrocessione, giocatori e dirigenti, dirottassero una percentuale dei loro lauti stipendi a quei padri e quelle madri di famiglia che, per colpa loro, ci rimetteranno la fonte di sostentamento!!!), se proprio dev'esser perpetrato, si operi con lungimiranza. Per esempio, se il problema é reperire risorse dall'esterno, non si smantelli l'ufficio commerciale, ma tuttavia lo si potenzi, magari conferendogli una guida più incisiva che sappia davvero rastrellare ricchezze e contributi, mutilando altri comparti.

Secondo aspetto, assimilabile in una domanda: quanti soldi finora la famiglia Pasotti-Ghirardi o la sua azienda, la Leonessa, hanno iniettato nei bilanci del 'club' di piazzale Risorgimento? Premessa alla motivazione del mistero che inizia a tormentarci: non é nostro costume fare i conti in tasca, saremo sempre grati a questi imprenditori di Brescia di aver salvato la nostra squadra, ma, dopo gli incessanti lamenti del Ghiro, l'analisi viene naturale. Allora: l'acquisto del Parma, in coabitazione con l'amico Medeghini, altri conoscenti industriali, principalmente della finanza bresciana, e Banca Monte Parma é noto esser avvenuto praticamente al saldo, con un appoggio creditizio dell'istituto bancario cittadino. La società acquistata un anno e mezzo fa dall'ex amministratore straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, era sana, perfetta, senza alcun debito. Anzi ... 

Adesso, per non dar adito a perplessità, diffidenze, ambiguità, anziché continuare a singhiozzare, sarebbe il momento di dare un segnale di forza, di solidità e di consistenza.

L'attesa di questo richiamo é alta, per alimentare il fuoco della passione, altrimenti destinato a spegnersi, e per generare eccitazione e ardore nel popolo Crociato.

 

Editoriali 2007/2008