Stagione 2007/2008 - Nr.17

MINATO UN DIRITTO

Il neo Prefetto di Parma, Paolo Scarpis, a quattro giorni da una delle partite che valgono un'intera stagione agonistica, ha deciso. Come è nei suoi poteri di massima rappresentanza dello Stato in periferia, in questo caso il nostro territorio. Ha deliberato, indipendentemente, come dovrebbe avvenire sempre, da quanto suggerisce l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive in seno al Ministero dell'Interno, organismo che ha solo, è bene ricordarlo, autorità propositiva. Ha sentenziato che ai tifosi interisti, domenica, non sarà destinato, per motivi di ordine pubblico, lo spicchio del Settore Ospiti dello stadio 'Ennio Tardini'. Quello spazio, come contempla la legge nei casi in cui si adotta questo provvedimento, sarà destinato ai ragazzi delle scuole calcio, alle famiglie e alle scolaresche.

Malgrado questa risoluzione favorirà ulteriormente, dopo l'applicazione del cosiddetto 'protocollo Ghirardi', il nostro tifo per un 'Tardini' a senso unico quanto a colori e passione, ci preme sottolineare come non ci troviamo d'accordo con essa.

Vietare di seguire la propria squadra, oltretutto in un comparto riservato alla propria tifoseria (garantendo, in questo modo, sì maggior sicurezza) significa, a nostro avviso, rischiare fortemente di compromettere un diritto di una persona appassionata di quel 'club'.

La comparazione é fin troppo facile e lapalissiana: é come se a noi, domenica scorsa, avessero impedito di essere al fianco del Parma in quel di Firenze. Non a caso nel formulario che lunedì, in vista di Parma-Inter, abbiamo indirizzato al presidente Ghirardi per far sì che il 'Tardini' domenica sia una bolgia é indicata la volontà di apertura dello spicchio di Curva Sud per gli ospiti, purché, naturalmente, per loro, ci si limitasse a questo angolo. 

Abbiamo sempre sostenuto, e crediamo sia opportuno ribadirlo in questo momento, a scanso di equivoci, come, per il bene del calcio, i tifosi di tutte le squadre devono poter andare, ovunque, allo stadio a vedere le partite e a tifare per la propria Maglia e per la propria Bandiera.

Per prevenire e combattere veramente la violenza negli stadi, attorno a essi o nei luoghi lungo i tragitti dei viaggi al seguito delle tifoserie, uno Stato serio, se lo vuole davvero, sa come si fa, senza chiudere i cancelli dei Settori Ospiti. 

 

Editoriali 2007/2008