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Stagione 2006/2007 - Nr.9
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Si dice che un bando, che avvisa di un'operazione
pubblica, che sia un'asta di vendita, un appalto per concedere lavori o
gestioni venga, di solito, redatto a immagine e somiglianza di un
acquirente di cui già si conosce l'identità. Si dice che si sappia già in
partenza, prima ancora di emanare l'avviso, chi si aggiudicherà la posta in palio. Nel conferimento
della realizzazione di opere pubbliche da parte di un ente istituzionale
questo modo di dire viene frequentemente confermato dalla realtà dei fatti. Quante volte, a proposito,
i
pronostici vengono azzeccati!!! Quante volte abbiamo puntato e scommettiamo
ancora che un'importante intervento urbanistico o strutturale che riguarda
il territorio in cui abitiamo e viviamo venisse e venga affidato, nonostante
una gara d'appalto ufficialmente ed apparentemente trasparente, equilibrata
e adeguata, a un'impresa ben specifica, malgrado le altre concorrenti partecipanti
al concorso avessero e hanno le medesime credenziali!!! Quante volte queste
nostre previsioni si sono dimostrate e si dimostrano indovinate!!! In almeno il novanta per
cento delle occasioni ci abbiamo preso, abbiamo intuito. Ecco, tutto
questo bel ragionamento, per provare ad accostare quanto accade nel settore
pubblico alla vicenda della cessione del Parma
Calcio, che, comunque, in ogni caso, pubblica è, dovendo transitare, per
essere autorizzata in ogni suo dettaglio operativo, dal Ministero dello
Sviluppo Economico. Innanzitutto, è possibile un approccio come il nostro?
Crediamo di sì, sebbene il bando promulgato per il Parma
Calcio a firma del Commissario Straordinario
Enrico Bondi, sia anomalo, un invito, senza
vincoli da parte del venditore in fase decisionale, a formulare offerte per
l'acquisto. In tantissimi stiamo pensando da giorni che ci sia già un
accordo, anche da tempo, con un compratore, il cui identikit corrisponda a
quello inserito dal presidente e amministratore delegato di Parmalat nel
contratto di compravendita conservato nella 'data room' presso gli uffici
milanesi di Banca Profilo. In tantissimi stiamo considerando da giorni anche
un'altra ipotesi: questa ordinanza è soltanto un 'bluff', un'indovinata
mossa da parte del supercommissario per mettersi al riparo dalle accuse di
non voler vendere il 'club' Crociato per tenerlo ancora nelle proprie mani.
In questo caso il bando avrebbe l'immagine e la somiglianza di un
inespressivo e incolore autoritratto. |