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Stagione 2006/2007 - Nr.2
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Giù le mani dal 'Tardini'!!! Come avviene ormai ciclicamente da anni, il Quartiere Cittadella insorge e avanza la proposta di spostare il nostro storico stadio (ha ottantaquattro anni e, orgogliosamente, è uno dei più antichi 'in attività' nei campionati professionistici italiani) dalla città in un luogo aperto, di periferia, nella cintura che abbraccia Parma, praticamente in campagna, al di là dell'anello della tangenziale. Le motivazioni addotte dai cittadini residenti nella zona, la maggior parte dei quali, analizzando i flussi dei voti alle elezioni amministrative locali, nel segreto dell'urna hanno scelto componenti politiche che appoggiano l'amministrazione comunale in carica (il rinnovo del consiglio comunale parmigiano è imminente, primavera 2007), sono le solite. Traffico in tilt, divieti e limitazioni di circolazione, ma anche, in alcune occasioni, non in tutte, vandalismi, violenze e danneggiamenti. Stavolta, l'ennesima volta, lo hanno fatto tramite una lettera inviata ai giornali quotidiani locali da Leonardo Di Jorio, un consigliere della Circoscrizione che rappresenta Rifondazione Comunista. L'iniziativa, però, è trasversale, tanto che ha trovato appoggio e condivisione nel suo 'collega' di Forza Italia, Giuseppe Pantano, factotum del nocetano Luigi Giuseppe Villani, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e potente boss del movimento berlusconiano in terra parmense. Una coincidenza? Forse, ma proprio l'anno scorso, guarda caso da Noceto (chissà perchè alle pendici delle colline, in zona pedemontana, si interessano così tanto di un problema avvertito da un quartiere cittadino), con le stesse modalità (missive inviate agli organi di informazione), il presidente del circolo culturale locale 'Gianfranco Miglio' aveva avanzato l'idea di uno smantellamento del glorioso impianto sportivo di piazzale Risorgimento. Per fortuna che, a controbilanciare, questi pensieri, c'è sempre l'intelligenza e la lungimiranza di un uomo che più che politico è un amministratore che conosce la propria città, i suoi problemi, la sua storia, i suoi movimenti, i suoi interessi e sa parlare e agire con equilibrio. Stiamo parlando dell'assessore alle Attività Sportive, Arturo Balestrieri, il quale, come in materia di cessione del Parma Calcio, ancora una volta ha usato parole sagge. "Lo stadio è sicuramente un problema per chi ci abita e i tifosi portano enormi disagi, ma è anche un'opportunità per chi vive in città e può andare alla partita a piedi o in bicicletta. D'altronde il Tardini - ha detto Balestrieri - è un impianto a misura d'uomo, è lo stadio della città e non comporta un movimento fuori misura. Il problema dei disagi, è vero, esiste, ma non può essere risolto finchè non c'è una proprietà del Parma Calcio. L'amministrazione non può farsi carico d'investire in una struttura che non è sua. Oggi le società puntano al business e lo stadio è un'opportunità per la loro promozione. E' impossibile che il Comune possa finanziarne uno da solo". In ogni caso, al di là dell'aspetto romantico e affettivo, perchè sarebbe un durissimo colpo al cuore per la comunità Crociata sostenere la distruzione della propria 'casa', in cui ha avuto origine e si è costruita un'avventura che prosegue da quasi cento anni, ci sono alcune riflessioni da compiere. Non vorremmo che, dietro questo ciclico 'battage' da parte di qualcuno, sfruttando la facciata dei disagi, in alcuni casi oggettivi, dei cittadini del Quartiere Cittadella, ci fosse soprattutto un piano più ampio di speculazione urbanistica. Un'intenzione di sfruttare da parte di un soggetto che opera nel campo dell'edilizia l'appetibile area in cui è insediato il nostro caro 'Ennio Tardini' con un progetto residenziale e, magari, anche commerciale, abbellito con tanto di parco verde. Un soggetto che, chissà, in cambio, costruirebbe il nuovo stadio fuori dalle mura cittadine, magari con un 'financial project', strumento tanto diffuso in quest'epoca, strausato a Parma per diverse opere in questi anni. Le nostre sono soltanto illazioni e supposizioni. Sicuramente ci sbaglieremo. Il tempo, soltanto il tempo, ci dirà se queste nostre malizie odierne erano fondate. Noi, e a nostro avviso la maggior parte della tifoseria Crociata, continuiamo a desiderare uno stadio 'Ennio Tardini' che viva in eterno. Certamente modernizzato, ma 'alla parmigiana', come più volte abbiamo delineato, aperto tutta la settimana, sette giorni su sette, con un museo sulla storia del Parma realizzato dalla gente di Parma e gestito da una Fondazione o da una Cooperativa Crociata, da ristoranti e spazi commerciali caratterizzati, però, esclusivamente dai nostri prodotti tipici, da una 'club house', punto di incontro per tifosi, sportivi, giocatori e tecnici delle giovanili e della prima squadra, da una Curva Nord coperta finanziata, oltre che da sponsor nostrani, dagli stessi suoi 'abitanti-proprietari', in modo che diventi davvero, materialmente, il domicilio, la dimora del tifo Crociato più passionale. Un sogno? Certo, ma se c'è qualcuno che vuole speculare sullo stadio 'Tardini' e sulla sua area lo faccia, almeno, nel solco delle tradizioni e della parmigianità. Un gioiello del genere potrebbe 'vivere' soltanto dove è adesso, nel centro della città, che con queste attività lo sentirebbe sempre più proprio. Quanto ai problemi legati alla sicurezza nel Quartiere Cittadella, beh, basterebbe che chi coordina le forze dell'ordine, come avviene nella maggior parte delle altre realtà che hanno una squadra in serie A o in serie B, non permettesse alle tifoserie ospiti di raggiungere in modo isolato la zona del nostro stadio, come accade a noi, puntualmente, quando andiamo in trasferta. E' un ritornello ormai ripetuto fino alla noia, ma con questo semplice accorgimento si ridurrebbero di molto le difficoltà di ordine pubblico di coloro che risiedono attorno al glorioso 'Tardini'. |