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Almeno un filo di Parma
c'è, in questa nuova proprietà del Parma Calcio...
Tra gli svariati motivi che ci fanno ben sperare e che hanno seminato
entusiasmo nelle ultime quarantotto ore nell'ambito della nostra comunità
Crociata (dalla solidità economica di Tommaso Ghirardi e Angelo Medeghini,
alle loro idee chiare, sane e genuine) questo è l'aspetto fondamentale,
quello che ci dona maggiore sicurezza. Perchè conferisce in noi la
consapevolezza che almeno un pizzico di parmigianità, che probabilmente con
altri esotici acquirenti del 'club' avrebbe rischiato di svanire, è rimasta.
Quel bandolo in realtà consistente, per nulla esile, è rappresentato da quel venti per
cento di quote in mano a
Banca Monte Parma,
abile e affidabile regista dell'operazione. C'è questo istituto di credito
cittadino che, da quanto sappiamo, e ora si può dirlo pubblicamente,
sfruttando la buona rete di rapporti che con i propri amministratori ha
tessuto in questo anni, anche su altri fronti, con l'amministratore delegato
di Parmalat, Enrico Bondi, ha
fatto di tutto per dare alla nostra squadra di calcio un avvenire con
prospettive promettenti. Possibilità che si aprono, affacciano e specchiano
nel solco dell'identità di questo sodalizio calcistico e della sua gente:
una compagine del gioco del pallone che appartiene a un tessuto sociale
territoriale, di cui è straordinario strumento di aggregazione, con storia e
tradizioni uniche (Maglia Crociata in primis,
ma non solo) da ostentare con orgoglio al
mondo intero, in particolare a un ambiente, quello del grande calcio, in cui
passione e sentimenti da tempo sono stati estinti. C'è questa banca
parmigiana con il suo presidente Alberto Guareschi, giovane, serio e
corretto avvocato, che non è mai stato appassionato di questo sport, ma che
comincia a conoscerlo e ad amarlo, soprattutto a capire l'importanza e il
ruolo che il Parma ha per Parma e la sua terra, grazie alla moglie tifosa
Crociata, all'amico Arturo Balestrieri, assessore comunale alle Attività
Sportive fino a qualche mese fa. La scintilla del nuovo amore,
probabilmente, in lui si attizza nella notte del
diciotto giugno
duemilacinque, a Bologna, in quel leggendario spareggio per la salvezza,
quando si fa trascinare dalle emozioni del popolo Crociato, in
quell'oceano
color giallo, sulle ali del fortunato motto
"Onora Parma, non tirarti
indietro!!!", che era diventata la Curva San Luca dello stadio 'Dall'Ara'. Da
quella nottata, bollente, lunga e interminabile, non solo per il caldo
d'inizio estate, ma per le suggestioni e il diffuso coinvolgimento popolare
che dal manto erboso di un campo di calcio, dagli spalti colorati di uno
stadio si era riversato nei borghi, nelle vie e nelle piazze della città
fino all'alba della domenica, il presidente di Banca Monte ha cominciato a
pensare al suo progetto. Con tanti interventi stimolatori da parte dei suoi
consiglieri d'amministrazione Dodi e Paglia, appassionati di calcio, e
principalmente dell'amico Balestrieri, il quale, smessi i panni
dell'assessore, non ha, comunque, come ogni parmigiano infervorato dal Parma
e dalla sua Bandiera, mai abbandonato il pensiero di far qualcosa di
concreto, con i limiti delle proprie possibilità, per salvaguardare
l'identità del 'club' Crociato. Un'idea fissa, mai accantonata,
con la
difficoltà, da lui sempre coraggiosamente denunciata in tempi non sospetti,
di trovare sponde e attenzioni giuste nell'imprenditoria locale. Alberto Guareschi, ieri, alla conferenza stampa di Palazzo Sanvitale, lo ha
dichiarato apertamente: "Ringrazio Arturo, perchè mi ha fatto comprendere
la funzione che questa squadra ha per Parma e come, sapendo investire sui
valori che ci caratterizzano, sia ancora possibile, anche nel calcio,
nonostante tutto, distinguersi con un progetto veramente sportivo".
Balestrieri ha raccolto, in platea, con lo sguardo forzatamente immobile e
saldo, ma che, nel luccichio dei suoi occhi, sprigionava contentezza e
batticuore. Probabilmente anche per se stesso, ma specialmente per quel filo
di parmigianità che è stato mantenuto. Da noi avvicinato un attimo dopo, per
i doverosi complimenti e ringraziamenti, si è lasciato andare:
"Finalmente ci sono i presupposti per portare avanti, concretizzare e
sviluppare quanto ci appartiene, quella catena che stringe
squadra-città-territorio-tradizioni, che è stata, è e sarà la nostra arma
vincente". Da questo sfondo di relazioni e legami nasce la discesa in
campo, con la Maglia Crociata addosso, di Banca Monte, dapprima, la scorsa
estate, come 'main sponsor', che dichiara subito la massima apertura
mettendo la propria struttura e le proprie potenzialità a disposizione di
imprenditori interessati all'acquisto della società. Una sensibilità che,
come Settore Crociato, nel nostro piccolo,
abbiamo toccato con mano, nelle ultime settimane, durante la realizzazione e
la divulgazione dell'iniziativa a sfondo
benefico del 'Calendäri
Crózé 2007', con cui
quest'anno abbiamo festeggiato la data del
16 dicembre 1913, giorno della
nascita della prima squadra di pallone battezzata con il nome della città di
Parma. D'altronde è nell'impegno e nella considerazione delle piccole cose
che si manifestano i grandi sentimenti... In questa nuova avventura del
Parma Calcio, capitanata da condottieri bresciani, c'è questo venti per
cento parmigiano. Importante, vitale, essenziale, per noi tifosi, per la
nostra comunità. Una dose che, ne siamo certi considerati i suoi attori,
rappresenterà la nostra voce. Banca Monte Parma, come ricordava ieri il suo
presidente Guareschi, è un patrimonio della nostra collettività, essendone
le istituzioni di Comune e Provincia tra gli azionisti di riferimento. I
detentori di quel venti per cento, c'è un accordo in tal senso, si
preoccuperanno anche di favorire l'avvicinamento di forze economiche
nostrane da votare alla Causa Crociata. Proprio Arturo Balestrieri, tra le
altre cose, ieri, ha confermato il suo dispiacere e la sua infinita
osservazione critica: "Deve far riflettere l'assenza dell'imprenditoria
parmigiana in tutta la vicenda, anche se il legame con il territorio è
assicurato dalla presenza di Banca Monte". Quel bandolo consistente, per
nulla esile, che da ieri è tornato ufficialmente negli uffici che hanno sede
nello storico stadio 'Ennio Tardini'.
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