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Stagione 2005/06 - Nr.29
Ora abbiamo capito tutto. Adesso tutto è più chiaro. Abbiamo
compreso perchè non è stato rinnovato lo storico contratto di collaborazione
tra Parma Calcio e Cassa di Risparmio di Parma, le cui origini risalivano
all'epoca della famiglia Tanzi (chissà, forse il commissario straordinario
Enrico Bondi e i suoi esecutori hanno voluto dare un taglio netto a
relazioni con un determinato mondo finanziario). La ragione della scissione è stata
indirettamente svelata ieri, nella sala stampa dello
stadio 'Ennio Tardini',
quando il 'club' Crociato ha annunciato uno dei propri nuovi 'main sponsor'
(non quello che comparirà sulla Maglia). Si
tratta, come è noto, dell'altro istituto di credito cittadino, la Banca del
Monte, con la quale si è siglato un accordo stagionale che ha, però, opzioni
triennali. Dal punto di vista 'romantico' battezziamo con simpatia il
novello matrimonio di interessi in quanto stringe la squadra di pallone che
simboleggia il nostro territorio con la banca che, dopo le vicissitudini
degli ultimi anni di Cariparma, è maggiormente rappresentativa della realtà
parmense. Anzi, è l'unico istituto bancario locale rimasto, nonostante la
partecipazione azionaria del Monte dei Paschi di Siena, con i propri vertici
amministrativi di Parma e con sede nel Ducato. Insomma, questo connubio è un
altro importante tassello di quel mosaico che sembra si stia costruendo e
che noi di Settore Crociato abbiamo sempre
sognato e, di conseguenza, avvallato di una compagine calcistica che porta
il nome e gli emblemi di una terra e della sua collettività, supportata da
un integrato 'sistema territoriale' in un rapporto di reciproca solidarietà.
Dopo l'ingresso dell'Erreà di San Polo di Torrile con il ritorno delle
tre
Maglie Crociate, dopo i
parmigiani o
ex Crociati sempre più presenti nello
staff tecnico e dirigenziale, dopo
il
mini-ritiro di Salsomaggiore
possibile
grazie alla sensibilità del Comune termale e della Provincia, dopo il 'tour'
provinciale per gli abbonamenti (in questo caso più frutto dell'estrema
necessità organizzativa e logistica), siamo di fronte a un altro bel segnale
che va nella direzione da noi auspicata e indicata. Si possono, poi, fare
obiezioni e considerazioni più che legittime e anche opportune su come
questa vicenda della nuova sponsorizzazione sia stata gestita dalla
dirigenza Crociata. La scelta appare 'politica' (non ci permettiamo di
entrare, con un giudizio, nel merito) in quanto, in termini di entrate,
rispetto all'impegno con la Cassa, l'ammontare del contratto con il nuovo
partner sembra (il condizionale è d'obbligo perchè al momento dalla fonte
ufficiale della società non è stato ancora ufficialmente comunicato) essere identico (circa cinquecentomila euro annui). E' stato illustrato
che con Banca Monte il legame sarà vissuto a trecentosessanta gradi.
L'istituto di credito, per esempio, è stato spiegato, oltre ad avere ampi spazi pubblicitari a
disposizione al 'Tardini', gestirà la prossima campagna abbonamenti, quella
della stagione 2007/2008. Se si fosse stati un po' più lungimiranti e
avveduti si poteva, magari, pianificare meglio il contratto di
sponsorizzazione e appoggiarsi già ora, anche per l'attuale tesseramento di
fedeltà dei tifosi Crociati, alla struttura della nuova 'partnership',
evitando i disguidi logistici sopportati in queste settimane.
Rimangono, infine, impresse le parole di quel brav'uomo ma gran 'bluffatore'
che è il presidente Guido Angiolini, il quale, una decina di giorni fa, in
sede di presentazione delle nuove modalità di sottoscrizione degli abbonamenti, sui futuri
rapporti con la Cassa di Risparmio di Parma dichiarò che le porte con quell'interlocutore
erano ancora aperte. All'indomani dell'annuncio dello sposalizio con Banca
Monte ci piacerebbe sapere se da Cariparma, ora, c'è ancora la disponibilità a
passare attraverso le fessure di quelle soglie. Se così fosse il Parma
Calcio avrebbe ottenuto, per citare due proverbi stra-abusati, due piccioni con
una fava e si troverebbe miracolosamente con la botte piena e la moglie
ubriaca. Ma tant'è. Doverose osservazioni e ironici commenti a parte,
godiamoci il lato romantico e sentimentale di questo nuovo matrimonio da
'sistema territoriale', con la speranza, per le casse societarie, che sia
pure conveniente e redditizio.
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