Stagione 2005/06 - Nr.19

LUCA, BENTORNATO A CASA !!!

Alla fine il buon Luca Baraldi, per poter riprendere a lavorare nel mondo del calcio ha dovuto far ritorno a casa, nella sua amata e natia Modena. Per farlo ha dovuto, lui sostiene a malincuore, abbandonare l'adottiva Parma, dove ha avuto le maggiori soddisfazioni professionali, grazie alla fiducia accordatigli dalla famiglia Tanzi, in banca e nella società Crociata. In questa, dopo essersi dimesso per sua volontà la scorsa estate, sperava di rientrarvi in grande stile, come parte attiva di un progetto, quello degli imprenditori spagnoli Sanz, che, poi, si è dimostrato evanescente, un bluff. Nella nostra comunità continuerà a vivere con la propria famiglia. Gli è, comunque, andata bene, anzi, di lusso. Seppur retrocesso di una categoria, in serie B, avvera, in ogni caso, un sogno. Lo ha confermato nella conferenza stampa di presentazione, una settimana fa, al suo ingresso ufficiale nei meandri dello stadio dei canarini, il 'Braglia', confidando ai taccuini dei cronisti e, soprattutto, alla sua nuova platea:"Sono onorato di tornare nello stadio in cui ho dato i primi calci ad un pallone, ho giocato cinque anni nel settore giovanile del Modena e ricordo che ero orgoglioso di andare a scuola con la borsa della società". A Modena Baraldi ha pure fatto il suo esordio nel calcio professionistico come giocatore. Nella disgrazia della disoccupazione e di un piano di lavoro non andato in porto, il buon Luca è riuscito a concretizzare il suo desiderio di una vita, anche perchè, fra poche settimane, del 'club' modenese diventerà il presidente. Quando si dice nati con la camicia... E' vero che la fortuna bisogna andarsela a cercare e lui, dato che è dotato di intelligenza e di un 'modus operandi' puramente politically correct, alla buona sorte sa andarci incontro. E' il manager apprezzato dal mondo degli istituti di credito e dai poteri forti del calcio, i quali non ha mai contrastato anche quando avrebbe dovuto, nonostante predichi quanto i tifosi, specialmente quelli delle Curve, vogliono sentirsi dire. Le sue dichiarazioni di intenti contro i mali del cosiddetto 'calcio moderno' a Parma come a Roma (sponda Lazio) erano all'ordine del giorno, ma alle parole non ha mai dato seguito con i fatti, se non con i provvedimenti di riduzione degli stipendi dei giocatori, salvo, poi, aggiornarsi, al rialzo, il proprio. Non lo abbiamo mai visto, però, ergersi a paladino di un nuovo modo di concepire il mondo del pallone all'interno del Palazzo, in Lega Calcio per esempio, dove, stando ai bene informati, conta parecchio. Non a caso la prima telefonata di congratulazioni per il nuovo incarico gli è pervenuta dall'accoppiata Galliani&Giraudo. Un augurio che, orgoglioso com'è, non ha tenuto per sé, ma ha subito divulgato compiaciuto. Così, tanto per far comprendere alla piazza modenese, che lo ha visto nascere, quanto sia realmente potente. D'altronde lui alla propria immagine tiene parecchio. E' un uomo della finanza e di calcio. Sa come comportarsi e sa come vendere la propria figura. Conosce quello che la gente, in particolare la gran massa dei tifosi, vuole. E' un presenzialista nato. Sa che il pubblico pretende qualcuno che "ci metta sempre la faccia" e lui, senza problemi, anzi, volentieri, lo fa. E' colui che puntualmente, in occasione delle partite tra Parma e Lazio, tra Lazio e Modena o tra Parma e Modena, ha sempre auspicato un pareggio per non far torto a nessuno. A Roma, quando la nostra squadra è scesa all'Olimpico, è stato osannato dalla Curva laziale, che lo ha salutato solennemente e premiato. E lui, con il petto gonfio, non si è sotratto a questo rito. A Parma, per buona parte dell'opinione pubblica, ha lavorato bene. E' il dirigente che, grazie alla legge dell'amministrazione straordinaria per la Parmalat, applicata anche al Parma Calcio per volere del commissario straordinario Enrico Bondi, ha salvato il nostro 'club'. E' il manager che ha smantellato completamente, per sua volontà o per ordini presi dall'alto, un organigramma societario valido e storico, creando un vuoto. Meriti e demeriti di questo salvataggio e di questa rivoluzione, allora, sono tutti suoi o di chi siede nella stanza dei bottoni di Collecchio? Sotto la sua direzione ha fatto il ritorno ufficiale la gloriosa Maglia Crociata e di questo, come Settore, gliene saremo sempre grati. Un ripristino che ci siamo augurati fosse vero e non voluto per ingraziarsi il nostro gruppo, che con lui non è mai stato tenero, senza scendere, in alcuna circostanza, come la nostra storia attesta, a interessati compromessi. La sua figura non ci è mai completamente piaciuta, seppur gli riconosciamo il suo saper muoversi nell'ambiente del calcio. Troppi i suoi atteggiamenti ambigui. Con lui siamo sempre stati franchi, esternandogli le nostre critiche e illustrandogli le nostre idee su quanto, come Settore Crociato, più ci sta a cuore, il rapporto squadra-città e la salvaguardia delle tradizioni del nostro sodalizio calcistico. Il buon Baraldi, arguto com'è, negli anni le ha assimiliate e le ha fatte proprie, tanto che, per una di esse (il museo del 'club' costruito con l'apporto di tutta la sua collettività), appena mise piede a Roma, la lanciò come uno dei suoi cavalli di battaglia per far presa sulla moltitudine laziale. Negli ultimi tempi, a Parma, improvvisamente folgorato sulla nostra via di Damasco, cominciò a percorrere diversi sentieri prendendo spunto dai nostri temi. Sotto la Ghirlandina, dove è nato, siamo convinti che Baraldi non tradirà il proprio carattere e le proprie maniere, lavorando secondo il suo copione. Ha già cominciato con le rituali dichiarazioni di presentazione. Bentonato a casa, Luca!!!   

Sciarpa del Parma o sciarpa del Modena?

 


Editoriali 2005/06