Strofinatevi gli occhi, amici Crociati che tornate sui gradoni
dello stadio Tardini dopo una lunga estate senza calcio giocato. Lustrateveli,
con qualche lacrima di commozione, più di quanto avevate fatto il 14 maggio 2000 o il 20
dicembre dello scorso anno. Quello che vedete in campo è il Parma Calcio che indossa la
propria storica muta, quella Crociata. Questa volta la veste, non per festeggiare i dieci
anni di serie A o i novanta di vita. Dalla giornata odierna, domenica 12 settembre 2004
(imprimetevi questa data nella mente e nellanimo e portatevela con voi sempre), la
calza per compiere finalmente un gesto che diventerà usuale. La Crociata oggi torna a
essere la prima maglia ufficiale da gioco della squadra.
Per noi di Settore Crociato è una vittoria!!! E la conquista!!! E il
trionfo!!! Da undici anni, da quando avevamo costituito Potere Crociato, era il nostro
obiettivo principale. Dopo un lunghissimo percorso costellato da battaglie e iniziative,
grazie al consenso che abbiamo sempre ricevuto in modo crescente sia nella tifoseria che
in città, il traguardo è stato tagliato.
Senza scavare troppo nella memoria, ci si riaccendono nel cuore, come flash
accecanti, indelebili momenti di questo cammino cominciato tra noi, pochi intimi del
Potere e, pian piano, scorso insieme a un esercito di proseliti che si ingrossava con il
trascorrere degli anni.
I primi terroristici volantini, gli striscioni clandestinamente attaccati in
punti strategici e centrali della città, la lettera indirizzata e consegnata al
presidente bambino Stefanino, che eseguiva le volontà del padre padrone. Una missiva di
richiesta che era sostenuta da migliaia di firme e dalleloquente risultato di un
referendum popolare che avevamo organizzato in Curva Nord. Il blitz a
Collecchio, alla vigilia di un Parma-Inter, per consegnare tre magliette con la Croce a
Crespo, Chiesa e Balbo, che le indossarono il giorno seguente, sotto le casacche
gialloblù e le mostrarono, a fine partita, a un Tardini sorpreso, esaltato e
commosso. Il magliettone Crociato, tessuto volontariamente e con passione dal papà di un
nostro seguace che è un abile sarto. In Curva e in trasferta copre con orgoglio i nostri
capi e quelli di chi, donne, anziani, bambini e famiglie intere, ultras non è, ma va
fiero di quellunico e originale simbolo.
E, poi, i tanti colloqui con chi si è succeduto nel ruolo di direttore generale del Parma
Calcio, non per elemosinare biglietti o agevolazioni, ma per chiedere soltanto il ritorno
di Lei, almeno in unoccasione.
Oggi il cerchio si chiude, il traguardo viene tagliato, ma, amici Crociati, non finisce
qui. Non possiamo permettercelo. Non possiamo concederci di cullarci sugli allori di
questa conquista. Guai a noi!!! Ora che si ritorna a giocare sempre con la Crociata
dobbiamo per primi essere noi a onorarla, omaggiarla, riverirla, ossequiarla. Adesso non
ci sono alibi, ci si deve spendere oltre il cento per cento per Lei. Lultimo nostro
pensiero, in questo giorno che segna la storia del calcio a Parma, è per un doveroso
ringraziamento e per una conseguente considerazione.
Il grazie va ai nuovi dirigenti del nuovo Parma per questo incalcolabile regalo di
emozioni che in un sol colpo ci hanno fatto. Vogliamo pensare che sia stato il frutto di
una loro ferma convinzione sui sentimenti di cui questo calcio ha ancora bisogno e non il
freddo, malizioso e subdolo ragionamento di chi vuole soltanto aggraziarsi una tifoseria.
Se questa seconda ipotesi corrispondesse a verità, sarebbe, comunque, un gran risultato.
Confermerebbe che, in questo mondo del pallone sporcato dal business, la presenza dei
tifosi, soprattutto in determinate realtà, è ancora importante, se non fondamentale.
Come, o forse più, degli introiti derivanti dai diritti televisivi. |