Stagione 2004/05 - Nr. 1

ABBIAMO VINTO!!!
Da oggi si rigioca con la nostra maglia
ONORIAMOLA!!!

Strofinatevi gli occhi, amici Crociati che tornate sui gradoni dello stadio ‘Tardini’ dopo una lunga estate senza calcio giocato. Lustrateveli, con qualche lacrima di commozione, più di quanto avevate fatto il 14 maggio 2000 o il 20 dicembre dello scorso anno. Quello che vedete in campo è il Parma Calcio che indossa la propria storica muta, quella Crociata. Questa volta la veste, non per festeggiare i dieci anni di serie A o i novanta di vita. Dalla giornata odierna, domenica 12 settembre 2004 (imprimetevi questa data nella mente e nell’animo e portatevela con voi sempre), la calza per compiere finalmente un gesto che diventerà usuale. La Crociata oggi torna a essere la prima maglia ufficiale da gioco della squadra.
Per noi di Settore Crociato è una vittoria!!! E’ la conquista!!! E’ il trionfo!!! Da undici anni, da quando avevamo costituito Potere Crociato, era il nostro obiettivo principale. Dopo un lunghissimo percorso costellato da battaglie e iniziative, grazie al consenso che abbiamo sempre ricevuto in modo crescente sia nella tifoseria che in città, il traguardo è stato tagliato.
Senza scavare troppo nella memoria, ci si riaccendono nel cuore, come ‘flash’ accecanti, indelebili momenti di questo cammino cominciato tra noi, pochi intimi del Potere e, pian piano, scorso insieme a un esercito di proseliti che si ingrossava con il trascorrere degli anni.
I primi ‘terroristici’ volantini, gli striscioni clandestinamente attaccati in punti strategici e centrali della città, la lettera indirizzata e consegnata al presidente bambino Stefanino, che eseguiva le volontà del padre padrone. Una missiva di richiesta che era sostenuta da migliaia di firme e dall’eloquente risultato di un referendum popolare che avevamo organizzato in Curva Nord. Il ‘blitz’ a Collecchio, alla vigilia di un Parma-Inter, per consegnare tre magliette con la Croce a Crespo, Chiesa e Balbo, che le indossarono il giorno seguente, sotto le casacche gialloblù e le mostrarono, a fine partita, a un ‘Tardini’ sorpreso, esaltato e commosso. Il magliettone Crociato, tessuto volontariamente e con passione dal papà di un nostro seguace che è un abile sarto. In Curva e in trasferta copre con orgoglio i nostri capi e quelli di chi, donne, anziani, bambini e famiglie intere, ultras non è, ma va fiero di quell’unico e originale simbolo.
E, poi, i tanti colloqui con chi si è succeduto nel ruolo di direttore generale del Parma Calcio, non per elemosinare biglietti o agevolazioni, ma per chiedere soltanto il ritorno di Lei, almeno in un’occasione.
Oggi il cerchio si chiude, il traguardo viene tagliato, ma, amici Crociati, non finisce qui. Non possiamo permettercelo. Non possiamo concederci di cullarci sugli allori di questa conquista. Guai a noi!!! Ora che si ritorna a giocare sempre con la Crociata dobbiamo per primi essere noi a onorarla, omaggiarla, riverirla, ossequiarla. Adesso non ci sono alibi, ci si deve spendere oltre il cento per cento per Lei. L’ultimo nostro pensiero, in questo giorno che segna la storia del calcio a Parma, è per un doveroso ringraziamento e per una conseguente considerazione.
Il grazie va ai nuovi dirigenti del nuovo Parma per questo incalcolabile regalo di emozioni che in un sol colpo ci hanno fatto. Vogliamo pensare che sia stato il frutto di una loro ferma convinzione sui sentimenti di cui questo calcio ha ancora bisogno e non il freddo, malizioso e subdolo ragionamento di chi vuole soltanto aggraziarsi una tifoseria. Se questa seconda ipotesi corrispondesse a verità, sarebbe, comunque, un gran risultato. Confermerebbe che, in questo mondo del pallone sporcato dal business, la presenza dei tifosi, soprattutto in determinate realtà, è ancora importante, se non fondamentale.
Come, o forse più, degli introiti derivanti dai diritti televisivi.

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