Dietro la rete
Stagione 2011/2012
PARMA - Lecce
(3 - 3)
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Purché si impari Certo, perdere, nella propria casa, lo stadio 'Ennio Tardini', contro il Lecce ultimo in classifica, a pochi minuti dalla fine, quando si è stati in vantaggio, per, poi, recuperare, evitando la sconfitta umiliante, pareggiando, a un soffio dal triplice fischio di chiusura della contesa, fa inviperire il tifoso come il proprietario, il dirigente e, crediamo, pure il giocatore stesso del 'club'. Fischiare dagli spalti è giustificabile, ci sta, ma sarebbe stato ideale, vedendola oltre gli estremi, con l'equilibrio sportivo, applaudire e incitare per il punto acciuffato in extremis, soprattutto in vista di un'altra delicata sfida casalinga, fra tre giorni, con il Catania. Lo sfogo con l'esultanza sotto la Curva Nord, cuore del tifo Crociato, dopo il suo ritorno al gol, definitivamente fuori dal buio del lungo calvario per il grave infortunio che gli era occorso un anno e mezzo fa, di Daniele Galloppa è il paradigma delle tensioni avvertite, le quali non vanno alimentate e moltiplicate, bensì, con abilità psicologica, allentate. Il ruolo dell'ambiente esterno, non solo della tifoseria, in questo aspetto, è determinante.
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