Dietro la rete
Stagione 2010/2011
Ottavi di Finale - Coppa Italia
PARMA - Fiorentina
(2 - 1)
Dopo i tempi supplementari
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Si scrive la storia Comunque fosse andata, anche se si fosse perso e, conseguentemente, si fosse abbandonata questa strada più veloce per ritornare nell'Europa del pallone, fregiarsi di ulteriore prestigio e raccogliere qualche utile denaro, questa serata di martedì quattordici dicembre duemiladieci sarebbe stata, ugualmente, storica per la Comunità Crociata, perché storia è qualsiasi frangente, pure di amarezza, ma, soprattutto, avventura da ricordare e tramandare sono momenti epici ed emozionanti, i quali rimangono unici nelle memorie e nei cuori, indipendentemente dal loro esito. Passione é trovarsi sui gradini, sui sedili o sulle poltroncine del leggendario stadio 'Ennio Tardini', la casa comunitaria, dopo cena, in una notte polare, fin quasi allo scoccare della mezzanotte, avvolgendosi attorno all'amore il quale ci accomuna, il Parma Calcio, trovando famigliare tepore in quelle le quali sono, dal 16 Dicembre 1913, la sua Maglia e la sua Bandiera. In queste tre ore sono scorse tutte le trepidazioni di una vita sportiva. L'equilibrio di una sfida e il tentennamento. Quindi, nei dieci minuti estremi, verso l'epilogo, lo spettro della sconfitta, il recupero della situazione e il suo ribaltamento. Se, poi, gli artefici principali sono il navigato portiere di riserva, spirito di corpo e di gruppo Nicola Pavarini, con i suoi miracolosi interventi felini, e il brizzolato e monumentale Hernan Crespo, l'hombre del gol Crociato, con l'ennesima doppietta, l'epopea è servita. Riassunta e condensata, qualunque fosse stato il risultato, nello striscione vergato, imbastito e srotolato dagli ultras in Curva Nord, i Boys Parma 1977, dedicato al 97^ Compleanno del nostro 'club', la nostra famiglia ("97 anni di gioie e dolori, 97 anni di emozioni. Auguri Parma"). A poche ore dal suo consumarsi e dalle sue celebrazioni, sabato e domenica, dentro la dimora la quale ci è cara, l'impianto di piazzale Risorgimento voluto da un parmigiano autenticamente filantropico di nome Ennio.
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