Dietro la rete
Stagione 2010/2011
PARMA - Cesena
(2 - 2)
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Se non ora, quando? Emotività e logica del tifoso credono sia questo l'estremo momento, dopo più di un mese, e forse oltre, di tollerante temporeggiamento e l'ennesimo umiliante risultato, in cui le strade del Parma Calcio e quelle del suo attuale allenatore, Pasquale Marino, si divarichino, senza attendere, agonizzanti, il termine della stagione, con il rischio del totale disastro come epilogo. Si stima e si confida sia pure il convincimento del proprietario e presidente del nostro 'club', l'appassionato Tommaso Ghirardi, magari redento per aver indugiato troppo in precedenza, probabilmente perdendo importanti occasioni. Con il problema, non sentimentale, ma pratico, di riuscire a individuare un idoneo sostituto, il quale sia disponibile a restare sulla panchina Crociata soltanto tre mesi, da qui a maggio, oltre a un ulteriore peso economico da sopportare (lo staff mariniano é molto nutrito), in epoca di fair play finanziario. Il popolo Crociato, tutto, pensa (oggi, al termine della partita, un'ulteriore dimostrazione) che se Marino fosse una persona dotata di assennatezza, dimettendosi compirebbe un gesto apprezzabile. Al contrario, come successivamente alla sconfitta casalinga con il Lecce, il tecnico siciliano si é distinto per supponenza nei confronti della paziente città di Parma. Allorché debba essere tortura comunitaria sino a fine campionato, almeno il Picciotto sprigioni orgoglio e carattere a favore della squadra, infondendole, nelle restanti dodici gare, quel carisma che le manca, anziché per incaponite repliche ai fantasmi, i quali solo lui intravede nella tifoseria, nei giornalisti e nei parmigiani in genere. Ne andrà a vantaggio anche della propria immagine lontano dal Ducato, ai fini dell'avvenire della sua carriera. Se non ora, quando?
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