Dietro la rete

Stagione 2009/2010

PARMA - Lazio

(0 - 2)

 

"Andate al Regio !!!"

"Qui sono molto arrabbiato e lo dico, perché non ho mai avuto peli sulla lingua. Ringrazio quei meravigliosi ragazzi della Curva: il resto no. Il resto no. Lo dico per quanto voglio bene al Parma: il resto no.

Non capiscono i momenti della difficoltà, hanno il palato buono. Ci dobbiamo salvare. Se questi signori non l'hanno capito, vengono in sede, gli rimborsiamo l'abbonamento e vanno a Teatro. A me gente come Morrone che da l'anima per questa squadra la tutelerò sempre.

E non dopo tre minuti che cominciano a fischiare: perciò grande plauso alla nostra Curva. Grande. Gli altri no. Da me non avranno nessun tipo di scusa, da questo punto di vista, non so come dirlo.

Sono molto incazzato, per questo e per quell'altro. Perché non si è capito che noi mercoledì abbiamo speso qualcosa di importante.

Era complicato, difficile: si è preparata questa gara in una certa maniera e non voglio andare oltre, se no divento pesante. Purtroppo non facciamo politica. Purtroppo noi non facciamo politica, facciamo calcio" 

Clicca sul testo virgolettato per ascoltare in mp3 lo sfogo, nel dopo partita, dell'amministratore delegato del Parma Calcio, Pietro Leonardi

Parma è proverbiale per i fischi o per i mugugni (in questa sciagurata partita contro la Lazio, la quale, non a caso, si era battezzata come strana, più che sibili una parte minoritaria di platea ha levato qualche lamento borbottato, nulla più). Spesso, non sempre, ingenerosi e inopportuni allo stadio 'Ennio Tardini' (è capitato, qualche giorno fa, per opera di pochi protagonisti, con il ritorno di Mac Mariga) come al Teatro Regio .

Con una differenza sostanziale. Nell'impianto sportivo di piazzale Risorgimento chi va in scena non sono cantanti lirici assoldati per un'interpretazione melodrammatica di qualità, ma è la squadra di pallone che rappresenta la propria città.

Può capitare che essa stecchi come un tenore, un baritono o un soprano sul palco teatrale, ma se la stonatura in campo non è dovuta a mancanza di impegno, bensì a oggettive angustie, beh allora i brontolii sono da condannare, perché, "un tifoso è un amico della propria compagine - come giustamente ricordato, a fine gara, dal furioso Pietro Leonardi - e la deve sostenere sempre, anche nelle difficoltà".

A meno che, aggiungiamo noi, ci sia negligenza nei confronti della Maglia. Allora sì, la protesta e la contestazione sono sacrosante. Non è certo il caso di questo Parma Calcio, almeno per ora, e, figuriamoci, di capitan Stefano Morrone, simbolo da prendere a esempio, in questa partita pizzicato davvero in modo ingrato per qualche passaggio sbagliato.

Il diretto interessato, da tre stagioni nel Ducato, ci ha fatto il callo, imparando a conoscere la realtà."Io sono vaccinato, ma ai giocatori più giovani i fischi fanno un altro effetto" - ha dichiarato il condottiero Crociato. Alla stessa stregua di mister Francesco Guidolin. "L'ho anche detto a Pietro (Leonardi ndr.), a Parma é così. Io ringrazio la gente che ha capito le difficoltà della squadra e che l'ha sostenuta" - ha chiosato l'allenatore.

L'amministratore delegato del Parma Calcio se, nella sostanza, può aver ragione (seppur, nell'occasione, non siano piovuti fischi sonori o non siano state espresse disapprovazioni spropositate), sbaglia (non é la prima volta) nei modi in cui sta cercando di educare, sportivamente parlando, la piazza parmigiana, dimostrando, al contrario di Guidolin, di non aver ancora imparato a conoscerla appieno, di non aver ancora compreso, a fondo, l'indole pramzana.

Il mister, un anno e mezzo fa, ci mise poche settimane, reagendo a certi brontolii, in determinati momenti critici, con classe, stile e signorilità, come, nella circostanza, pare abbia abbia suggerito, nello spogliatoio, al furioso Pietro Leonardi, il quale avrebbe fatto bene ad ascoltarlo e ad assimilare quel suo messaggio. L'ad, però, per sua stessa ammissione davanti a microfoni e telecamere, è così:"Sono scomodo ... per difendere chi attacca le mie squadre io posso diventare scomodo ... l'ho detto sin dai primi giorni del mio arrivo a Parma ... imparerete a conoscermi ...".

Frazionando, tuttavia, la Comunità Crociata in buoni e cattivi e, soprattutto, attaccandola con parole forti, muscolose e provocatorie (il riferimento alla restituzione dell'abbonamento e al suo rimborso é irritante perché di sfida) a Parma rischia di ottenere l'effetto opposto.

Non dividiamoci. Uniamoci. Ne ha bisogno il Parma Calcio.

A caldo dall'Oltretorrente

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