Dietro la rete
Stagione 2009/2010
PARMA - Lazio
(0 - 2)
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"Andate al Regio !!!" Parma è proverbiale per i fischi o per i mugugni (in questa sciagurata partita contro la Lazio, la quale, non a caso, si era battezzata come strana, più che sibili una parte minoritaria di platea ha levato qualche lamento borbottato, nulla più). Spesso, non sempre, ingenerosi e inopportuni allo stadio 'Ennio Tardini' (è capitato, qualche giorno fa, per opera di pochi protagonisti, con il ritorno di Mac Mariga) come al Teatro Regio . Con una differenza sostanziale. Nell'impianto sportivo di piazzale Risorgimento chi va in scena non sono cantanti lirici assoldati per un'interpretazione melodrammatica di qualità, ma è la squadra di pallone che rappresenta la propria città. Può capitare che essa stecchi come un tenore, un baritono o un soprano sul palco teatrale, ma se la stonatura in campo non è dovuta a mancanza di impegno, bensì a oggettive angustie, beh allora i brontolii sono da condannare, perché, "un tifoso è un amico della propria compagine - come giustamente ricordato, a fine gara, dal furioso Pietro Leonardi - e la deve sostenere sempre, anche nelle difficoltà". A meno che, aggiungiamo noi, ci sia negligenza nei confronti della Maglia. Allora sì, la protesta e la contestazione sono sacrosante. Non è certo il caso di questo Parma Calcio, almeno per ora, e, figuriamoci, di capitan Stefano Morrone, simbolo da prendere a esempio, in questa partita pizzicato davvero in modo ingrato per qualche passaggio sbagliato. Il diretto interessato, da tre stagioni nel Ducato, ci ha fatto il callo, imparando a conoscere la realtà."Io sono vaccinato, ma ai giocatori più giovani i fischi fanno un altro effetto" - ha dichiarato il condottiero Crociato. Alla stessa stregua di mister Francesco Guidolin. "L'ho anche detto a Pietro (Leonardi ndr.), a Parma é così. Io ringrazio la gente che ha capito le difficoltà della squadra e che l'ha sostenuta" - ha chiosato l'allenatore. L'amministratore delegato del Parma Calcio se, nella sostanza, può aver ragione (seppur, nell'occasione, non siano piovuti fischi sonori o non siano state espresse disapprovazioni spropositate), sbaglia (non é la prima volta) nei modi in cui sta cercando di educare, sportivamente parlando, la piazza parmigiana, dimostrando, al contrario di Guidolin, di non aver ancora imparato a conoscerla appieno, di non aver ancora compreso, a fondo, l'indole pramzana. Il mister, un anno e mezzo fa, ci mise poche settimane, reagendo a certi brontolii, in determinati momenti critici, con classe, stile e signorilità, come, nella circostanza, pare abbia abbia suggerito, nello spogliatoio, al furioso Pietro Leonardi, il quale avrebbe fatto bene ad ascoltarlo e ad assimilare quel suo messaggio. L'ad, però, per sua stessa ammissione davanti a microfoni e telecamere, è così:"Sono scomodo ... per difendere chi attacca le mie squadre io posso diventare scomodo ... l'ho detto sin dai primi giorni del mio arrivo a Parma ... imparerete a conoscermi ...". Frazionando, tuttavia, la Comunità Crociata in buoni e cattivi e, soprattutto, attaccandola con parole forti, muscolose e provocatorie (il riferimento alla restituzione dell'abbonamento e al suo rimborso é irritante perché di sfida) a Parma rischia di ottenere l'effetto opposto. Non dividiamoci. Uniamoci. Ne ha bisogno il Parma Calcio.
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