
I PARMIGIANI E GLI ALTRI
Conosciamo
tutti gli sfottò(e non solo) che caratterizzano ogni derby calcistico del Parma
con le squadre delle città vicine , ma da dove nasce tutto ciò ? Quando non
c'era lo stadio cosa dicevano e cosa ne pensavano i nonni dei nostri nonni
delle città a noi vicine? E in piu' cosa ribattevano i nostri
"cugini" su di noi?
Vediamo
di seguito qualche modo di dire sugli "altri"
Arzàn
: tèsti cuädri
: Reggiani
: teste quadre. E i reggiani replicano : I
Pramzàn i l'an rotònda,perchè i pioc' i àn magnè i spigh.
Piazintén:
läd'r e asasén: Piacentini:
ladri e assassini I
piacentini ribattono: Pramzàn, largh
ad bocca e strécch ad man
Par
conoss'r un Modnéz, a gh vol séz an e séz méz, e cuand at l'é apén'n cognsù,
al t'à bél' e fotù:
Per conoscere un modenese occorrono sei anni e sei mesi,e appena l'hai
conosciuto, ti ha già fottuto.
Toscàn:
lädr e rufìan:
Toscani: ladri e ruffiani
Torinéz:
fäls e cortéz :
Torinesi: falsi e cortesi
San
Marén al gh'à doddez soldé: séz'd invär'n e séz'd isté:
San Marino ha dodici soldati : sei d'inverno e sei d'estate
I
Todèsch con i pràmzan j èn cme il lèvri insèmma ai can
I
tedeschi coi parmigiani sono come le lepri insieme con i cani .Il proverbio deve
essere antico quanto il fiero odio dei Parmigiani contro i Tedeschi . Già una
stampa germanica del Seicento presentava una veduta di Parma con la didascalia
"crabrones non sunt irritandi"; il Tassoni nella sua Secchia Rapita
conferma : "Il Potta , che sapea che i parmeggiani eran nemici a la
Tedescheria e ch'era un accoppiar co' gatti i cani se gli uni e gli altri
insieme au tempo unìa..."
Ed
ora vediamo come i nostri nonni prendevano di mira i paesi vicini a Parma.
Bondansi'd
Cazälmagìor: Abbondanza
di Casalmaggiore. Si dice per lamentare la pochezza di un dono o di una
ricompensa.Alludeva all'attività artigiana di fabbricazione degli orpelli
propria di Casalmaggiore, ma poi fu completato: Bondansi'
d Cazalmagior, ch'i sfan zo il cà par vend'r i calsinàs
Tricazé
: poca pansa e cul asé:
Trecasali: poca pancia e culo a sufficienza
Sissa:
in trenteséz par masär 'na bissa:
Sissa: in trentasei per ammazzare una biscia
Zgondén:
invéci dal pan i magn'n al fen :
San Secondini: invece del pane mangiano il fieno (come i somari)
Toril:
i magnen la merda col badil: Torrile:
mangian la merda col badile
Cojj
'd Felgära i tòz'n un teater par 'na giasära:
Quelli di Felegara scambiano un teatro per una ghiacciaia
A
Flèn i gh'an l'arlòj con tredd'z òri
A
Felino hanno l'orologio con tredici ore.
Borgzàn
: guärda bas e zvelt äd man
Borghigiani
: guarda-basso e svelti di mani .Un eco della vecchia inimicizia tra Fidenza e
Parma.
Bezganòla
tèra antiga 'd galantomm a ne gh'n'è miga fiss i bosch e ciäri il ca chi vòl
di lader ch'al vaga là
Basilicanova
terra antica galantuomini non ce n'è mica fitti i boschi e rare le case chi
vuol trovar dei ladri ci vada.
Scandiàn
, cagadòr di can
Scandiano
cacatoio dei cani.
Sant
Iläri : primm ' ' d andäregh , di 'al rozäri
Sant'Ilari
( D'Enza) , prima d'andarci dì il rosario cioè:raccomandati l'anima.
E
infine un vecchissimo modo di dire sulla nostra città
Pärma
, bèl ärma
Parma bell'arma.Il proverbio è desunto da un'altro vivo già ai tempi di Francesco Serdonati (cioè verso la fine del cinquecento), che lo elencò nella sua raccolta manoscritta: Parma bell'arma , Reggio gentile e Modena un porcile. Le Monnier lo mise con altri duemila e più ad arricchire la raccolta del Giusti , ma si limitò ad osservare: " per certo è nato a Reggio" senza tuttavia cercare d'interpretare la prima parte .Può significare che la "parma" lo scudo rotondo della fanteria romana è la migliore di tutte le armi perchè protegge senza ferire o forse allude all'arma del comune la croce azzurra in campo di oro.
Tratto
dal libro PROVERBI E MODI DI DIRE PARMIGIANI di GUGLIELMO
CAPACCHI edito da ARTE GRAFICA SILVA
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