
MODI
DI DIRE E SIMILITUDINI
Pramzàn
dal sàs
Probabilmente
l'origine del modo di dire va ricercata nel sasso che , murato nell'angolo del
Palazzo del Governatore con Strada S.Lucia , ed ora balordamente ricoperto
d'intonaco , indicava la misura del mattone e del "braccio" parmigiano
; il fatto che un modo di dire analogo esista in altre città emiliane , si
spiega sempre con la presenza di questo sasso il " sasso " per
antonomasia , posto sempre nel cuore dell'abitato ; così ad esempio , a Modena
, dove esso è ancora visibile nell'abside del Duomo .
Pramzàn
ariòz
Campagnolo
Bagolòn
dal luster
Ciarlatano
del lucido ; allude ai venditori ambulanti di lucido che , nel mercato della
Ghiaia , imbonivano i passanti con grida e trovate d'ogni genere.
Fären
pu che Brètta
Allude
al bandito Giuseppe Beretta , giustiziato nella piazza della Ghiaia l'8 agosto
1802; per Forca 'd Brètta si deve
intendere invece la gabbia di ferro entro cui fu messa la testa del bandito
perchè venisse esposta nei luoghi che avevano veduto i suoi delitti.
Fort
cme 'l cavàl dal Ginginèlo
Cioè
debolissimo ; allude al famoso ronzino acquistato dal cocchiere Alfredo
Chierici, detto "Ginginello" , da una batteria d'artiglieria
ippotrainata ; il modo di dire nacque probabilmente il giorno in cui , cavallo ,
cocchiere , landò e passeggero rovinarono al gran completo nel laghetto del
Parco Ducale.
Intranè
cme 'n oca
Rimbambito
, cioè pieno di vino di Trani che , insieme con quello di Barletta ebbe la sua
massima fortuna a Parma verso la fine del secolo scorso.
Sutt
cme 'na brèssca
Molto
asciutto , arido . La "brèssca" è
il favo da cui si è appena tolto il miele.
Tratto
dal libro PROVERBI E MODI DI DIRE PARMIGIANI di GUGLIELMO
CAPACCHI edito da ARTE GRAFICA SILVA
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