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Nel
giorno del suo novantaquattresimo Compleanno,
il Parma Calcio,
sul campo, ma non altrove,
decide di fare le cose come si deve. Infiocchetta la sua duecentocinquantesima vittoria nel massimo torneo calcistico nazionale con
un nastro costellato da gioco concreto, a tratti spettacolare (bella
l'azione del gol del vantaggio), da un pingue bottino di palloni fatti
cadere al di là della linea di porta avversaria e dall'ennesima conquista,
fra le mura amiche del 'Tardini', nei
confronti di una delle dirette concorrenti lungo la corsa verso la salvezza
dalla retrocessione. Poi, mette la ciliegina sulla torta dell'anniversario,
arricchendo la festa con cotillon, tanto per guarnire lo spettacolo. Gli
oggetti per il party sono una manciata di plasticati occhiali colorati, che
l'inossidabile e prezioso attaccante Bernardo Corradi confida di aver
acquistato in una bancarella di un ambulante nel centro cittadino. Vorrebbe,
dopo aver siglato la propria rete che sblocca il risultato, li
indossassero anche i suoi compagni, i quali condividono la gioia con lui, ma
non lo seguono in quel gesto goliardico che fa sorridere e scalda il popolo
Crociato, le cui membra sono annichilite dal freddo e dal gelo che
raggiungono livelli
polari. Quella della punta di origini senesi é la miccia della 'pirotecnia'
Crociata che prosegue fino al novantesimo.
Quando
i tre punti entrano definitivamente in graduatoria, facendo salire il Parma
e allontanando momentaneamente quei bassifondi dove si respira aria di serie
B. Quando i giocatori chiamati a onorare la
Maglia s'infilzano velocemente nel tunnel che conduce al caldo degli
spogliatoi, con le eccezioni dell'eterno
Luca Bucci, il quale prima
dell'incontro depone ai piedi della Nord un
mazzo di fiori a ricordo di uno storico tifoso 'curvaiolo' scomparso (Ciao Gesti!!!),
di Massimo Paci, che un pensiero al pubblico, bene o male, lo indirizza
sempre, e di pochissimi altri loro compagni. Un atteggiamento, e qui
dobbiamo, nostro malgrado, inserire il consueto
ritornello, che la dice lunga sul rapporto con i contesti di città e
tifoseria instaurato da squadra e
nuova proprietà della società. E'
questione di cuore e di sensibilità differenti rispetto alla storia di un
sodalizio sportivo di cui si é diventati detentori o atleti, rispetto alle
persone che questa
avventura l'han costruita, rispetto a chi vi dedica tempo e passione in
cambio soltanto di segni e cenni di stile, riguardo e minima considerazione,
rispetto a quanti, giovani e anziani, ne costituiscono patrimonio e
autentica ricchezza.
Sugli
spalti c'é chi, ancora una volta, in particolare nell'occasione della data
odierna, il sedici dicembre,
anniversario della nascita del nostro 'club', é arrivato da lontano, per esempio, ma
non sono gli unici casi, da Roma o Reggio Calabria. In Curva si continuano a
scrivere messaggi d'auguri al Parma
sul libro appositamente confezionato dal
Settore nell'ambito dei festeggiamenti per il Compleanno. Sulle gradinate,
tutte, da quelle popolari alle tribune, ci sono pure ampi spazi vuoti, però.
Molti abbonati hanno disertato. Il tifo, diciamocelo sinceramente, é stato,
per l'ennesimo turno stagionale, patetico. Non si
cercano scusanti altrove, ci mancherebbe. I primi responsabili siamo noi che non cantiamo,
siamo noi che non coinvolgiamo, ma una considerazione, che sorge da un
sentore palpabile tra la gente Crociata, occorre compierla. Il tifo, già il
tifo. E' vero, i suoi strumenti (megafoni, tamburi e bandiere), oggi
autorizzati solo attraverso
assurde richieste ufficiali da inoltrare ai
responsabili delle forze dell'ordine, lo facilitano. E' vero, bel gioco e
risultati lo alimentano.
E' altrettanto vero, tuttavia, che a tenerlo vivo e
stimolarlo, contribuiscono anche, soprattutto in una realtà come la nostra,
l'integrazione e la familiarità che vertici societari e calciatori
stabiliscono con tifoseria e città, vivendole davvero. Non é necessaria la luna.
Bastano piccole, ma significative e buone azioni, che vanno a toccare
determinate radici. Non é indispensabile spedire quattro giocatori
all'ospedale dei bambini che riprese televisive testimoniano, interpretando
le loro chiare espressioni, come fossero catapultati lì a comando. Non è
adeguata una pagina pubblicitaria acquistata e pubblicata sull'edizione
domenicale della Gazzetta di Parma per trasmettere gli auguri natalizi se
testo e immagini non diffondono calore ed entusiasmo.
Non sono sufficienti, seppur aiutino
a completarsi e a identificarsi con e nel tessuto sociale di territorio e
tifosi, un negozio di merchandising dietro piazza Garibaldi e
qualche
apparizione alle 'prime' del Teatro Regio. La circostanza del
novantaquattresimo Compleanno poteva essere una
ghiotta occasione che, sotto questo punto di vista, é stata incredibilmente persa.
Un assist ignorato, se si eccettua le solite mosche bianche, da proprietà del Parma Calcio, staff tecnico e maggior parte dei
giocatori. Gol e
cotillon sul campo, da professionisti, a parte.
Tifosi presenti allo stadio 'Ennio Tardini':
12.549, di cui 11.386 abbonati.



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