La partita vista dalla Nord

Stagione 2007/2008

PARMA - Reggina

(3-0)

Il pagèli in djalètt

Per i suoi novantaquattro anni il Parma conquista la 250° vittoria in serie A

FESTA DI COMPLEANNO CON GOL E COTILLON

 Ma il legame con città e tifoseria rimane, purtroppo, fiacco e blando

Nel giorno del suo novantaquattresimo Compleanno, il Parma Calcio, sul campo, ma non altrove, decide di fare le cose come si deve. Infiocchetta la sua duecentocinquantesima vittoria nel massimo torneo calcistico nazionale con un nastro costellato da gioco concreto, a tratti spettacolare (bella l'azione del gol del vantaggio), da un pingue bottino di palloni fatti cadere al di là della linea di porta avversaria e dall'ennesima conquista, fra le mura amiche del 'Tardini', nei confronti di una delle dirette concorrenti lungo la corsa verso la salvezza dalla retrocessione. Poi, mette la ciliegina sulla torta dell'anniversario, arricchendo la festa con cotillon, tanto per guarnire lo spettacolo. Gli oggetti per il party sono una manciata di plasticati occhiali colorati, che l'inossidabile e prezioso attaccante Bernardo Corradi confida di aver acquistato in una bancarella di un ambulante nel centro cittadino. Vorrebbe, dopo aver siglato la propria rete che sblocca il risultato, li indossassero anche i suoi compagni, i quali condividono la gioia con lui, ma non lo seguono in quel gesto goliardico che fa sorridere e scalda il popolo Crociato, le cui membra sono annichilite dal freddo e dal gelo che raggiungono livelli polari. Quella della punta di origini senesi é la miccia della 'pirotecnia' Crociata che prosegue fino al novantesimo. Quando i tre punti entrano definitivamente in graduatoria, facendo salire il Parma e allontanando momentaneamente quei bassifondi dove si respira aria di serie B. Quando i giocatori chiamati a onorare la Maglia s'infilzano velocemente nel tunnel che conduce al caldo degli spogliatoi, con le eccezioni dell'eterno Luca Bucci, il quale prima dell'incontro depone ai piedi della Nord un mazzo di fiori a ricordo di uno storico tifoso 'curvaiolo' scomparso (Ciao Gesti!!!), di Massimo Paci, che un pensiero al pubblico, bene o male, lo indirizza sempre, e di pochissimi altri loro compagni. Un atteggiamento, e qui dobbiamo, nostro malgrado, inserire il consueto ritornello, che la dice lunga sul rapporto con i contesti di città e tifoseria instaurato da squadra e nuova proprietà della società. E' questione di cuore e di sensibilità differenti rispetto alla storia di un sodalizio sportivo di cui si é diventati detentori o atleti, rispetto alle persone che questa avventura l'han costruita, rispetto a chi vi dedica tempo e passione in cambio soltanto di segni e cenni di stile, riguardo e minima considerazione, rispetto a quanti, giovani e anziani, ne costituiscono patrimonio e autentica ricchezza. Sugli spalti c'é chi, ancora una volta, in particolare nell'occasione della data odierna, il sedici dicembre, anniversario della nascita del nostro 'club', é arrivato da lontano, per esempio, ma non sono gli unici casi, da Roma o Reggio Calabria. In Curva si continuano a scrivere messaggi d'auguri al Parma sul libro appositamente confezionato dal Settore nell'ambito dei festeggiamenti per il Compleanno. Sulle gradinate, tutte, da quelle popolari alle tribune, ci sono pure ampi spazi vuoti, però. Molti abbonati hanno disertato. Il tifo, diciamocelo sinceramente, é stato, per l'ennesimo turno stagionale, patetico. Non si cercano scusanti altrove, ci mancherebbe. I primi responsabili siamo noi che non cantiamo, siamo noi che non coinvolgiamo, ma una considerazione, che sorge da un sentore palpabile tra la gente Crociata, occorre compierla. Il tifo, già il tifo. E' vero, i suoi strumenti (megafoni, tamburi e bandiere), oggi autorizzati solo attraverso assurde richieste ufficiali da inoltrare ai responsabili delle forze dell'ordine, lo facilitano. E' vero, bel gioco e risultati lo alimentano. E' altrettanto vero, tuttavia, che a tenerlo vivo e stimolarlo, contribuiscono anche, soprattutto in una realtà come la nostra, l'integrazione e la familiarità che vertici societari e calciatori stabiliscono con tifoseria e città, vivendole davvero. Non é necessaria la luna. Bastano piccole, ma significative e buone azioni, che vanno a toccare determinate radici. Non é indispensabile spedire quattro giocatori all'ospedale dei bambini che riprese televisive testimoniano, interpretando le loro chiare espressioni, come fossero catapultati lì a comando. Non è adeguata una pagina pubblicitaria acquistata e pubblicata sull'edizione domenicale della Gazzetta di Parma per trasmettere gli auguri natalizi se testo e immagini non diffondono calore ed entusiasmo. Non sono sufficienti, seppur aiutino a completarsi e a identificarsi con e nel tessuto sociale di territorio e tifosi, un negozio di merchandising dietro piazza Garibaldi e qualche apparizione alle 'prime' del Teatro Regio. La circostanza del novantaquattresimo Compleanno poteva essere una ghiotta occasione che, sotto questo punto di vista, é stata incredibilmente persa. Un assist ignorato, se si eccettua le solite mosche bianche, da proprietà del Parma Calcio, staff tecnico e maggior parte dei giocatori. Gol e cotillon sul campo, da professionisti, a parte.

Tifosi presenti allo stadio 'Ennio Tardini': 12.549, di cui 11.386 abbonati.

 

 

Stagione 2007/2008