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Per
raggiungere la salvezza e conquistare la serie A sarebbe bastato un
pareggio, in quest'ultimo turno del quarto consecutivo campionato da
sofferenza assoluta (nel conteggio è compresa l'edizione 2003/2004, quella
del crac Parmalat). I Crociati sul campo, invece, davanti a un Empoli che
ormai nulla aveva più da domandare alla propria stagione agonistica, hanno
strafatto, senza limitarsi al compitino di giornata, sciorinando l'ennesima
primaverile prestazione vincente (3 a 1, gol di Muslimovic,
Budan e Gasbarroni) e un gioco d'altri tempi. A proposito dell'epoca che
fu... il destino ha voluto che la massima divisione acquisita per il
diciottesimo anno dietro fila accadesse nello stesso giorno (domenica
27 maggio) e sul medesimo campo, quello amico dello
stadio 'Ennio Tardini', della prima
volta, nel 1990, quando la squadra Crociata assurse nell'Olimpo dell'italico
pallone. Un caso di quelli a cui i veri tifosi, attenti e puntigliosi,
guardano con attenzione e cuore.
Quel
muscolo cardiaco che, come diciassette anni fa, allenato e messo a dura
prova per l'intero arco di una stagione, durante il festante epilogo ha
battuto senza difficoltà esaltandosi a ritmi incessanti. Salsa Parma,
insomma. Nel clima pre-gara, durante la partita e immediatamente dopo, nella
baldoria dei giocatori e dei tecnici sotto la
Curva Nord e le gradinate in genere, anche quelle di Tribuna, Distinti e
Curva Sud, in tutto il 'Tardini'. Una Maglia,
una Bandiera e
gli alfieri che l'hanno indossata e sventolata. Insieme alla sua gente, più
numerosa, nell'occasione, del consueto 'zoccolo duro' dei diecimila abbonati, colorata e rumorosa,
nell'ambito di una festa a sorpresa organizzata dalla società
Parma Calcio, con tanto di gadget omaggiato
(palloncino gialloblu-Crociato, stavolta), coriandoli sparati, proseguita
lungo le vie che da piazzale Risorgimento conducono nella centrale piazza
Garibaldi, con la squadra che viaggiava tra le ali dei sostenitori Crociati
e dei parmigiani festanti a bordo del pullman scoperto importato da
un'usanza inglese, ormai piacevolmente esportata anche in Italia. Una festa
da Coppa del Mondo, da scudetto o da Champions League... sì, perchè la
gioia, la soddisfazione per questa salvezza è pari, per noi
parmigiani, a quelle conquiste. La serie A è il nostro trofeo.
Nessun
'club' provinciale del calcio italiano può fregiarsi e vantarsi di diciotto
campionati consecutivi nella categoria maggiore. E' stata una festa popolare
che, seppur ridimensionata come numeri di partecipazione, ha richiamato alla
memoria quella del 1990, quando la A si conquistò per la prima volta.
Coinvolgimento dell'intero 'Tardini', dalla Nord alla Sud, attraverso
Distinti e Tribuna, con migliaia di magliette gialle 'Parma nel cuore',
sponsorizzate Parmalat e Parma Calcio, con bagordi per le vie del centro e,
qualche giorno più tardi, sul manto erboso dove Melli e Osio segnarono alla
Reggiana i gol decisivi per la promozione, con un grande evento che sigillò
il connubio squadra-città, a cui si partecipò tutti, indistintamente, come è
giusto che sia, gente di Curva, gente dei Distinti, gente della Tribuna,
gente di Parma. 27 gennaio 1990-27 gennaio 2007. Analoghe situazioni,
analoghe emozioni...
PARMA-EMPOLI
LA SERIE A
Immagini della festa
Stagione 2006/2007
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